EDITORIALE

Il presente è breve; il futuro,
dubbioso; il passato, certo

Il presente è brevissimo; il futuro, dubbioso; il passato,certo



 La storia e la memoria. Sembra di trovarsi passeggeri di un battello di fantasia che salpa all’alba del secolo scorso e affronta 120 anni di onde e vento in poppa, tempeste e pirati, panorami mozzafiato: un logo dopo l’altro. Non è soltanto uno stemma cucito su una maglia. E’, profondamente, identità, marchio dell’essere, segno di riconoscimento planetario: il Palermo FC che acquista e registra tutti i loghi storici della /

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  • /tracentenaria vita rosanero vuole celebrare i primi battiti scudati e biancoblù, l’approdo in rosanero, il futurismo di Giuseppe Rizzo, l’aquila dorata della prima Serie A e quella coronata del post ventennio fascista, passando per l’indimenticado rombo verde degli anni ‘80, lo scudo della rifondazione, le ali spiegate degli anni ‘90 fino allo stemma più trionfale e ad un tempo amaro della storia del Palermo calcio, quello di inizio millennio, disegnato da Ferruccio Barbera, con l’aquila dorata, di profilo, in fase di atterraggio, s/ />
  • /lo sfondo rosanero. Tutte le vette accecanti e le dolorose cadute adesso tornano a casa per riprendere un unico cammino, quello del Palermo che verrà. E da qui si riparte, da una verità scolpita già duemila anni fa: “In tre tempi si divide la vita: nel presente, passato e futuro. Di questi, il presente è brevissimo; il futuro, dubbioso: il passato, certo”. E la costruzione del destino non poteva poggiare che su una certezza: la storia.

     

     

     

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