LA DICHIARAZIONE

Palermo, parla Pomini:
«Con Brignoli lealtà e amicizia»

Palermo, Pomini: «Con Brignoli lealtà e amicizia»



 

Una squadra che ha come obiettivo di vincere deve poter contare su due grandi portieri. Non fa eccezione il Palermo che – per vincere il campionato – non solo ha chiamato tra i pali un ottimo elemento come Brignoli, ma lo ha “protetto” scegliendo un “secondo” come Pomini

L’esperienza al servizio della squadra: sembra un titolo già scritto eppure suona, quasi, come riduttivo.

E’ un Alberto Pomini raggiante quello che dalle colonne de Il Corriere dello Sport - stamani in edicola - parla di questa prima parte di stagione e della sua prestazione di domenica.

 

Così sul 2019, anno importante, e un rinnovo che ancora non appare certo ma lui da grande professionista pone davanti l’obiettivo del gruppo:

«Più che per me, sarà un anno importante per il Palermo: abbiamo un obiettivo che non dobbiamo farci sfuggire. Dopo la delusione della passata stagione, c’è voglia di rivalsa e di completare il cammino. Anche la mia strada si incanala in questa direzione e spero di dare un contributo personale per raggiungere la A. Sono onorato di difendere i pali del Palermo e la mia speranza è di continuare per molto, magari scalando un’altra posizione nella classifica dei numeri uno più anziani... Come già detto al mio arrivo, mi sento il portiere del Palermo a prescindere che abbia più o meno spazio perché oggi il calcio, in ogni ruolo, ha bisogno di giocatori che si equivalgano per competere».

 

Continua analizzando il suo rapporto con Brignoli:

«Per capire cosa possa avere dato a “Brigno” bisognerebbe chiederglielo. Con lui, ho instaurato un rapporto di lealtà e amicizia. Comunque, sa che, da parte mia, ci sarà sempre competizione perché aiuta a mantenere alto il livello degli allenamenti. Poi, le qualità di Alberto non si discutono. È moderno, bravo con i piedi e nella lettura delle azioni e, se trova continuità, ha davanti a sé 7/8 anni ad alti livelli».

 

Infine l’estremo difensore rosanero – autore di una grande prestazione contro il Livorno – non si pone dei limiti anzi:

«... Mi piacerebbe restare in porta Àno agli “anta” e a 30 dicevo: se sto bene arrivo a 35 ... non mi pongo limiti. Credo sia l’emozione che hai dentro a decidere. A una certa età, se arrivi al campo con la frenesia di allenarti, anche se giochi poco, puoi continuare. Quando vedi che non hai più voglia, allora meglio dire basta».

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