Paul Baccaglini, dalle stelle alle stalle
Tante domande, nessuna risposta. L'attuale presidente del Palermo Calcio non ha ancora parlato.
Tutta una farsa, oppure un capriccio di Zamparini, o magari un grande bluff di Baccaglini. Oppure?
Ipotesi e congetture, dietrologismi e illazioni varie ed eventuali si rincorrono dopo la rottura (pare definitiva) tra il patron rosanero ed Integritas-Capital, capeggiata da Paul Baccaglini e dal socio fondatore Paul Fleming. L’annuncio ieri sera, il comunicato qualche ora fa: YW&F Global Limited non rileverà il Palermo Calcio.
L’ultima offerta è “ridicola”, ha scritto Zamparini, in quanto non prevederebbe “investimenti futuri nel Palermo, né garanzie di solvibilità”.
Si resta basiti, attoniti, per poi stropicciarsi gli occhi e rileggere: nessun investimento né garanzie di solvibilità. Sì, abbiamo letto bene.
Allora è il caso di fare un passo indietro, se non altro, per scoprire dove abbiamo sbagliato, quale passaggio ci siamo persi.
Perché è un fatto che il 27 febbraio 2017 Maurizio Zamparini abbia rassegnato le dimissioni dalla presidenza, annunciando l’imminente arrivo di una cordata anglo-americana con priorità iniziale negli investimenti del Palermo Calcio e negli impianti sportivi da realizzare a Palermo;
è un fatto che, pochi giorni dopo la nomina a presidente, Paul Baccaglini avesse già incontrato il sindaco Orlando, parlato di stadio, individuato delle start-up, annunciato il trasferimento in città con la compagna Thais, passeggiato per la Vucciria, risposto ai tifosi in diretta e ai giornalisti in Italia e all’estero;
è un fatto che entrambi, proprietario e presidente, abbiano sempre posto l’ottimismo e la fiducia prima delle domande, a tal punto da dichiarare che il closing potesse arrivare anche in anticipo sulla scadenza fissata (quella del 30 aprile…);
è un fatto che si siano effettuate non una, ma due verifiche dei dati di bilancio (due diligence), una prima della matematica retrocessione, l’altra conclusa poco dopo l’amaro verdetto, ed è un fatto che le analisi finanziarie non abbiano evidenziato problemi, come assicurato non solo dalle due parti in causa (con il comunicato di ratifica dell'accordo del 20 giugno), ma anche dal sindaco Leoluca Orlando, che ha ribadito la conclusione della fase istruttoria della trattativa.
Allora com’è possibile? Dopo mesi di verifiche, com’è possibile che l’offerta ricevuta sia “ridicola”, priva della garanzie pattuite, insomma irricevibile? Chi si è tirato indietro e perché? E che è successo alla misteriosa banca che avrebbe concesso il finanziamento dell’operazione? E se nell’offerta presentata da Integritas non si evidenziano garanzie di solvibilità, come è stato possibile presentare un progetto di stadio nuovo?
L’attuale presidente del Palermo Calcio allunga il proprio silenzio e ad ogni giro di orologio il mistero si infittisce.
La gran parte della piazza rosanero è inferocita, delusa, ferita, vittima del fuoco incrociato tra il proprietario, che i tifosi non vogliono più, e il presidente nominato, che adesso rischia di perdere tutta la credibilità acquisita in questi mesi.
Redazione