Il Palermo è in vendita. Ma non c'è valutazione
Una valutazione del Palermo calcio, club in vendita da un lustro, non c’è.
C’è invece un cortocircuito che manda ai pazzi, un blackout della logica che arrovella il cervello: un bene è stato messo sul mercato e ha trovato dei potenziali acquirenti, ma non si sa a quale cifra possa essere acquistato.
L’ha detto chiaramente il venditore, ovvero il patron rosanero Maurizio Zamparini, che questa mattina è atterrato a Palermo e ha raggiunto la sede sociale, negli uffici dello stadio Renzo Barbera, dove ad attenderlo c’era anche il direttore sportivo Rino Foschi.
Zamparini: «Follieri? C'è solo un foglio di carta»
«Non c’è nessuna mia richiesta per il club - dice Zamparini - La richiesta è: chi vuole entrare oggi nel Palermo metta dentro dei soldi nel Palermo e non so, se io valuto il club 30 (milioni, ndr), loro mettono 30 e siamo al 50%. La mia valutazione del club? Non lo valuto in questo momento. Se entrasse uno con 20, andrebbero bene anche 20, se entrasse con 15, andrebbero bene 15, l’importante è che mi porti dei programmi futuri per il club».
Dunque nessuna valutazione “in questo momento”, soltanto la richiesta di garanzie per il futuro del Palermo.
Ora, se da un lato l’esigenza del patron rosanero coincide con l’auspicio di tutti i tifosi, ossia un avvenire radioso per i colori del Palermo, che poggi su basi solide, sulla scorta di un progetto sportivo, dall’altro non fa che allontanare o quantomeno confondere chi è realmente interessato a rilevare il club.
È difficile trovare investitori per una società che negli ultimi dodici mesi ha rischiato il fallimento, che al netto del marchio e del parco giocatori non ha altri beni, il cui proprietario ha ancora un conto aperto con la procura di Palermo; se la richiesta per cedere non si limita alla semplice valutazione del club ma viene legata indissolubilmente ai progetti futuri, quel che era difficile diventa improbabile o impossibile.
Zamparini: «Cessione? Ecco con chi tratto»
Investitori come Raffaello Follieri, l’imprenditore foggiano che avrebbe già depositato le garanzie per 40 milioni di euro.
Per il patron Zamparini, però, Follieri «ha depositato un foglio di carta, come Baccaglini», mentre con la cordata americana «si sta lavorando con entusiasmo per cercare di portare investitori che facciano del Palermo un progetto di cinque anni, che facciano lo stadio ed il centro sportivo per portare il Palermo ad un certo livello». Un’operazione che richiede investimenti «ma dà anche un ritorno importante per loro, anche economico».
Diversa la situazione di Ponte, che è «un collaboratore finanziario che sta facendo un programma di gestione della società».
Redazione