EDITORIALE

Palermo, un trittico infernale
per capire di quale mondo sei

Palermo, un «trittico infernale» per capire di quale mondo sei



Articolo a firma di Peppe Musso

 


La sconfitta maturata domenica a Picerno ha dimostrato quanto "umano" sia il Palermo di Filippi, che di sicuro non è una corazzata, ma nemmeno un vaso di terracotta costretto a viaggiare in mezzo a vasi di ferro (dato che a turno, tutte le "big" cadono).


Adesso però si avvicina un tris di partite da pelle d'oca: Monopoli e Bari in casa, intervallate da un mortifero derby contro il Catania al Massimino. Il Monopoli è attualmente e con merito la seconda forza del campionato, vanta un ottimo gioco e due attaccanti la cui prolificità sta mettendo in crisi tutte le difese del torneo come Starita e Grandolfo. Il derby è una partita a sé, inutile spendere altre parole: non serve fare disquisizioni tattiche di sorta, si deve giocare e vincere in ogni modo. Infine, il Bari capolista: è indubbiamente la assoluta favorita per la vittoria finale, ma spesso ha dimostrato di non avere quella corazza che si addice ad una leader indiscussa.


Tre partite, una più difficile dell'altra per motivi diametralmente opposti, che potranno dire al Palermo a quale cielo appartiene: se ad un inferno fatto di alti e bassi da portarsi dietro tutta la stagione, o un purgatorio a cui ci si deve accontentare visti i tempi, o se ad un impensabile paradiso soltanto sfiorato nelle /

    /time settimane ma mai realmente abbracciato. Come si suol dire, ai posteri l'ardua sentenza.
     





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