PARLA SFORZINI

«Meglio le bastonate
che le carote»

«Meglio le bastonate che le carote»



Parla Nando Sforzini. L'attaccante rosanero, terminale offensivo di riferimento dopo lo stop di Ricciardo, ha trovato il gol vittoria contro il Marina di Ragusa e punta ad affermarsi dopo il brutto infortunio che lo ha tenuto per mesi fuori dal campo. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport il "tagliagole" ha parlato del debito che ha nei confronti del Palermo e delle differenze realizzative rispetto all'esperienza della passata stagione ad Avellino

 

«Più doloroso l'infortunio o il rigore sbagliato con il Troina? Per il Palermo il rigore, il terzo che sbaglio in carriera. Per me è stato più negativo l’infortunio, mi ha penalizzato parecchio, adesso è tutto alle spalle. Per tutti, stando tanto tempo fuori dal campo ho letto spesso che non ero in condizione, che non stavo bene. Però se mi fermo 10 minuti in una partitella non vuol dire che non sto bene. Credo che bisognasse fare un po’ di chiarezza».

 

PERGOLIZZI

«Pergolizzi è uno vero, dice sempre quello che pensa. Meglio le bastonate che le carote. Il mio messaggio era rivolto all’esterno per certe cose che sono state scritte. Rispetto molto il ruolo del tecnico, non chiedo spiegazioni, è giusto mantenere le distanze. L’allenatore mi deve giudicare per il campo e io non lo giudico se mi fa giocare o meno. Per me conta prima l’essere uomo del ruolo».

 

RICCIARDO

«Mi sento in debito con questa città perchè mi ha dato di più di quello che ho dato io. E’ vero anche che non ho giocato molto, sia per gli infortuni che per una gerarchia che ho trovato e ho rispettato tranquillamente. E' normale che adesso ho tanta voglia da buttare in campo, se non fosse così farei bene a restarmene a casa. Mi dispiace per Ricciardo, è una persona perbene, abbiamo dialogo e confronto. C’è rispetto e sana concorrenza».

 

AVELLINO E PALERMO

«Ad Avellino ho iniziato a segnare subito perchè giocavo, poi con l’arrivo di Bucaro siamo passati al 4-3-3 e il tecnico ha preferito puntare su De Vena, anche se poi siamo tornati a giocare con due attaccanti e ho ritrovato spazio. Fatico a segnare entrando dalla panchina. A Palermo il contrario? E'  la prima volta che mi succede, a parte i due di quest’anno, da subentrato ho fatto un gol con l’Avellino, uno con il Grosseto e uno con il Vicenza. In totale 5 gol sui 112. Vorrà dire qualcosa. Prendo quello di Marina di Ragusa come un punto di partenza. Palermo per me vale tanto. E' stata una chiamata inaspettata. Non avevo mai giocato in questo stadio e ho fatto gol alla prima apparizione. Tante coincidenze positive. Se cerco la conferma anche in C? Resterei qui a vita, ma quando ho programmato qualcosa è avvenuto sempre il contrario. Penso a vincere il campionato, poi si vedrà».

 

SPENSIERATEZZA

«A inizio campionato si viaggiava sulla spensieratezza. L’abbiamo un po’ persa dopo che il Savoia ci ha recuperato dei punti. Abbiamo pagato la sconfitta con loro perchè siamo passati dal sentirci invincibili a ritrovarci coi piedi per terra. A volte, quando capisci di non poter vincere, devi provare a pareggiare. Dobbiamo ritrovare quell’atteggiamento. Poi si ricorderà che abbiamo vinto il campionato, non altro».

 






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