«Chiudere anche al 31 dicembre»: Palermo, ecco Sagramola
"Oggi è difficile capire le risposte, l'auspicio per noi è di poter concludere regolarmente la stagione. Laddove non fosse ritenuto possibile, andrebbe capito come, con tre quarti di campionato disputato, verranno considerate le classifiche. Ovviamente nel nostro interesse c'è che sacrifici e risorse impegnate non siano vanificati. Faremo di tutto, nelle nostre possibilità, per difendere i nostri legittimi interessi, perché comunque una gran parte di campionato si è svolto, e le classifiche delineate devono avere un valore".
Parola di Rinaldo Sagramola. L'amministratore delegato del Palermo è stato intervistato da TMW Radio, nel corso del programma Stadio Aperto.
"Si farà tutto il possibile, anche spostando date e luoghi: chiudere la stagione al 31 dicembre potrebbe dare possibilità di concludere i tornei ed evitare battaglie legali. Noi siamo in Serie D, abbiamo accettato di ripartire da lì con un sacrificio economico non indifferente, ci è stata chiesta una tassa di 1 milione di euro, e si è tentato subito di risalire verso contesti più consoni alla tradizione calcistica della città".
PROTOCOLLO FICG
"Ho detto che noi saremmo nelle condizioni di poter adempiere - prosegue Sagramola - ma abbiamo anche la consapevolezza che non molte campionati tra i dilettanti potrebbero farlo. Per questo attendiamo con forte interesse di capire come la federazione vorrà considerare le classifiche maturate a inizio marzo. Non vogliamo risalire alle spalle degli altri, è tutto tranne che sportivo".
I PRIMI MESI A PALERMO
"Siamo ripartiti con entusiasmo, abbiamo avuto 10.500 abbonati e partite con quasi 20mila tifosi presenti: straordinario, quasi inaspettato. Pensare che avevo pure dubbi se aprire la campagna abbonamenti, temevo fosse un flop. Vedere 20.000 persone ad assistere a un match di dilettanti non succede così spesso. La proprietà è composta da due imprenditori siciliani, di cui uno palermitano e tifoso vero, nonché nipote di Renzo Barbera, cui è intitolato lo stadio. Ragiona da tifoso, mentre l'altro, Tony Di Piazza, è un siculo-americano, rimasto legato alla sua terra d'origine. Anche lui sa come dialogare con i tifosi, è sui social... Ad oggi si è instaurato un rapporto sano e civile, non ci sono prevaricazioni, anche perché la società non ha mai fatto mistero degli obiettivi, e siamo stati primi in classifica sin dai primi minuti del campionato. Questa sintonia aiuta e ci permette anche di fare ragionamenti in prospettiva: abbiamo individuato forse un'area in cui poter edificare quel centro sportivo che manca, abbiamo chiesto al Comune di cederci lo stadio per rifarlo in forme più accoglienti per la città spessa. Abbiamo progetti, iniziative ed entusiasmo: speriamo - conclude Sagramola - che dopo questo stop si possa ripartire per riportare la squadra dove merita la quinta città d'Italia".
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