Avv. Di Cintio: «La delibera del direttivo può essere impugnata» - Forza Palermo Calcio Giornale
CASO PALERMO

Avv. Di Cintio: «La delibera del
direttivo può essere impugnata»

Avv. Di Cintio: «La delibera del direttivo può essere impugnata»



Sta facendo parecchio discutere la decisione presa dal Consiglio Direttivo della Lega B, dopo la sentenza del TFN che ha confermato la Serie C al Palermo, di rendere immediatamente esecutiva la decisione in primo grado dei giudici mantenendo le date dei play-off e annullando i play-out. Anche l'avvocato Cesare Di Cintio, esperto di diritto sportivo, ha commentato la decisione presa dal consiglio e ha spiegato quali possono essere adesso gli scenari per il club rosanero: 

 

«Io credo che il Consiglio direttivo non abbia questo potere perché, comunque, la composizione dei campionati, quindi anche la definizione di playoff e playout, passa attraverso le delibere del Consiglio Federale della FIGC. Quindi credo che la decisione del direttivo di Serie B di oggi nasconda un eccesso di potere e presta il fianco a molteplici obiezioni da un punto di vista giuridico. Se fossi uno dei club danneggiati, impugnerei sicuramente la delibera del direttivo».

 

PALERMO

«La retrocessione all'ultimo posto in graduatoria del Palermo implica una riscritturazione della classifica, ma non l'annullamento del playout per il quale le norme statuiscono in maniera chiara: distacco di cinque punti tra quartultima e quintultima. Distacco che agli atti non c'è tra Foggia e Salernitana. La situazione del Palermo? Faccio una riflessione, il Palermo è stato fatto iscrivere al campionato, no? Quindi qualcuno lo avrà pur fatto iscrivere. La tesi dell'elusione fraudolenta dei controlli non regge. Le carte che ha in mano la Procura sono le stesse che aveva in mano la Covisoc quando aveva fatto i controlli. Quindi o il Palermo non doveva essere iscritto o vi è un difetto palese sui controlli». 

 

SCENARI

«E' una situazione in divenire, prima di prendere una decisione di questo tipo, quale l'annullamento del playout, si sarebbe dovuto attendere quantomeno la pronuncia anche dei ricorsi che, potendo beneficiare dei termini abbreviati, sarebbe stata esperita nel giro di pochi giorni. Ricordo Andrea Abodi quando rinviò di quindici giorni il playout per il 'caso Lanciano' e permettere alla Giustizia sportiva di fare il suo corso...».






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