Palermo,
morte di una passione

Palermo, morte di una passione



C’era una volta la passione. Iniziò quando alcuni marinai inglesi alla Cala si misero a dare calci a un pallone emulati da alcuni "picciotti" locali, si ufficializzò presso il Consolato Inglese a Palermo a inizio '900 e mai i colori furono piu´adatti a questa passione se non il rosa, dolce come le vittorie, e il nero aspro come le sconfitte.

I successi non furono mai molti, ma la passione fu sempre crescente. Il sogno di poter vincere era più importante che la vittoria in sé. E gli stadi si riempivano, la passione era un collante tra i vari ceti sociali, ricchi o poveri sognavano tutti lo stesso sogno sportivo.

 

Ecco si sognava. Le delusioni furono sempre molte ma la speranza e i sogni non finivano mai, anzi si rinnovano dopo ogni delusione.

 

Un giorno arrivò un uomo burbero dal Nord e promise di far vedere a questo popolo pieno di passione piú rosa che nero. E così fu. Il popolo impazzì, e portó in trionfo il burbero uomo del Nord, perdonandogli alcune sue cadute di stile. 

La passione raggiunse il suo apice quando una primavera romana si tinse di rosa. Ma il nero purtroppo era dietro l’angolo e da quel giorno si manifestò sempre più spesso, complice dei comportamenti del burbero uomo del nord che decise che certi rapporti commerciali erano più remunerativi della passione. E la passione scemò sempre di piú, ormai schiava, di soldi, plusavalenze e interessi vari. Si mortificò, come quando una ragazza di sani valori viene obbligata a essere una prostituta. La passione non era più importante, unico obiettivo era soddisfare le esigenze fisiche dei propri clienti.

 

E così un giorno la passione morì. A volte come un corpo appena deceduto ha dei sobbalzi, ma ormai di fatto non esiste più e presto sarà solo un ricordo. Un ricordo di alcuni picciotti che a inizio '900 giocavano con i marinai inglesi alla Cala e che un secolo dopo i colori rosa andavano a vincere a Londra con il West Ham. Ricordi. Tristezza. E tanti slavi. How much?

 

Maurizio Greco (tifoso)





1 commento

  1. MarcelloLn 25 giorni fa

    Ma quando mai. La passione non muore mai, perché riesce a sconfiggere anche la morte, grazie alle testimonianze ed alle narrazioni, alla memoria che si tramanda. Morte, di fatto essa stessa non esiste, se non nei vostri pensieri lugubri. Perché quando ci siamo, la morte non esiste. Quando c'è la morte, noi non ci siamo. Studiate, ragazzi.

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