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Palermo, Foschi, Barbera e il
crowdfunding. Parla Mirri

Palermo, Foschi, Barbera e il crowdfunding. Parla Mirri



 

Alla trasmissione Zona Vostra sull'emittente TRM l'imprenditore della Damir Dario Mirri ha rilasciato una lunga intervista in cui ha affrontato l'attuale situazione in casa Palermo. Ecco quanto emerso.

 

Sulla sua scesa in campo.

«Credo di essere stato chiamato dieci giorni fa dalla società per dare il mio contributo e l’ho dato al Palermo e a Rino Foschi.

Il contratto prevede la possibilità di gestire i cartelloni pubblicitari presenti allo stadio che fanno parte del mio lavoro. Abbiamo stabilito un contratto commerciale, in tal senso ho dato dei numeri in conferenza stampa la settimana scorsa. Il canone che noi paghiamo è di 700.000 euro all’anno per un totale di quattro anni, con pagamento anticipato. Da tifoso sono certo che il Palermo non fallirà, quindi neanche ipotizzo che fra qualche mese non ci sarà la possibilità di gestire gli spazi all’interno dello stadio della Favorita. Però da un punto di vista commerciale ho chiesto quanto incassa la società rosanero: attualmente 230.000 euro gli introiti e 400.000 euro di cambi merce. Quindi noi abbiamo dato di più rispetto a quello che loro attualmente fanno. Se il Palermo migliorerà le proprie performance, noi daremo delle percentuali fino al 70% in più a favore del Palermo.

Non credo, in definitiva, di aver approfittato della situazione come qualcuno ha detto. Mi reputo una persona per bene. Ho dato il mio contributo per quello che potevo fare. Ogni tifoso avrebbe fatto qualcosa: ho pensato che con il sacrificio della mia azienda potremmo recuperare questi canoni che abbiamo pagato al Palermo».

 

Sulla clausola.

«C’è stato un grande equivoco non provocato da me. La clausola riguarda il contratto dell’opzione. Noi abbiamo un’opzione fino al 13 marzo e nell’ipotesi in cui il Palermo Calcio decida (Foschi e De Angeli) di non vendere le quote al famoso principe che noi siamo riusciti a trovare, è evidente che se ne assumerebbero le conseguenze in quanto sarebbe un gravissimo danno per il Palermo e per il sottoscritto. Significherebbe uccidere il Palermo: credo che la società rosanero valga più di 5 milioni di euro. Quando si parlava di questa clausola io dicevo che secondo il mio parere il Palermo ne vale di 100 milioni di euro. È una clausola prevista dagli avvocati che voglio scartare. Infatti non ci posso credere che la signora De Angeli e il signor Foschi non vogliano il bene del Palermo Calcio».

 

Sulla diatriba con Foschi.

«Quello che posso dire con certezza è che l’unico mio interesse sia la salvezza del Palermo. Sono l’unico ad aver messo dei soldi e la mia passione: sto rubando del tempo prima di tutto alla mia famiglia, alla mia azienda e al mio lavoro. Lo faccio per la passione smisurata che ho per questi colori. Ho fatto questo e farò anche dell’altro. Il momento è alquanto complesso. Ho sentito ieri Foschi e confesso che in certi passaggi ho fatto fatica anch’io a capirlo. Ci sono diversi soggetti interessati al Palermo ma soltanto con le parole. Ricevo mail, chiamate di personaggi improbabili: quindi se dobbiamo annoverare queste figure improbabili tra gli ipotetici acquirenti della società, diciamo che ci sono 5,7, 10 gruppi interessati. Le porte sono spalancate.

Se Rino Foschi ha qualcuno amico del Palermo le porte sono apertissime, ma l’invito è rivolto a chiunque. Se il Palermo Calcio ci consentirà questa pubblicità dei documenti, li renderemo noti perché deve venire il migliore imprenditore di tutti. Che non sia amico mio o di Foschi, ma amico del Palermo. Questo è il mio desiderio per la città, i tifosi, giornalisti e per chiunque».

 

Se dovesse andar male.

«Nel mio piccolo ho fatto quello che ho potuto. Qualora il Palermo dovesse fallire per me sarebbe una rovina: è sotto gli occhi di tutti, sono l’unico che ha messo dei soldi. Il Palermo non deve e non può fallire, mi sto impegnando in tal senso. Altro non posso dire perché non ho una quota della società rosanero. Posso soltanto impegnarmi per cercare da qui al 13 marzo il migliore acquirente per il Palermo».

 

Sulle reazioni in seguito al suo investimento.

«Mi hanno dato del pazzo prima di tutto in casa e gli amici più cari. Sto facendo tutto questo per cambiare le regole. Nel mondo del calcio ci sono regole chiuse in cui ognuno deve fare delle cose a favore di un altro. Sono certamente una scheggia impazzita, incontrollabile a chiunque. Punto alla massima trasparenza e alla legalità.

In questo senso forse posso dare fastidio a qualcuno: il Palermo penso valga 47 milioni di euro, anzi credo ne valga di più e sono sicuro che ci sarà qualcuno che vorrà affrontare questa sfida».

 

Sulla scadenza del 13 marzo.

«Con il cuore ti dico che sono sicuro di farcela. Con la mente ci sono ottime probabilità: tanto è l’interesse di alcuni soggetti, ma dalle parole vorrei che qualcun altro oltre a me decidesse di passare ai fatti e investisse sul Palermo. Se diciamo che non ci sono problemi non facciamo il bene del Palermo. La società ha un debito di 47 milioni di euro quindi Foschi per pagare gli stipendi avrà delle soluzioni che dai documenti non risultano. Però lui ha dato la garanzia che verranno pagati, quindi spero che dalle parole si passerà ai fatti».

 

Sul crowdfunding.

«La cosa che mi ferisce moltissimo è che il crowdfunding potesse fare del male alla squadra. Se così fosse chiedo scusa. Ma i tifosi avrebbero avuto ben poco visto che le quote sono di proprietà della società rosanero. Credo che la squadra abbia bisogno dell’affetto dei propri tifosi e quindi la mia proposta andava in tal senso».

 

Sui guadagni.

«Ci guadagno quattro punti per il Palermo in classifica. Sono mosso dalla passione per la squadra. Ovviamente andare in serie A sarebbe la salvezza per tutti e in quel caso acquisirò nuovi clienti e continuerò a lavorare in tal senso».

 

La passione per i colori rosanero e Barbera.

«Sono abbonato da sempre in gradinata e continuerò ad andare sempre allo stadio come tifoso. Ovviamente anche sabato prossimo nella sfida contro il Lecce.

Renzo Barbera è il mio riferimento per la passione. Era mio zio e faceva quello che sognavo, il presidente del Palermo. Era il mio idolo».

 

Infine, una precisazione sul crowdfunding.

«Avevo informato il Palermo attraverso la Pec. Mi sono meravigliato nel leggere il comunicato della società. C’è una Pec del 20 febbraio e il Palermo Calcio ci ha risposto. Torno a dire che se il Palermo ci consentirà daremo i documenti a tutti per renderli noti.

Il Palermo Calcio quindi era informato della mia proposta del crowdfunding, ci sono i documenti e le Pec a certificarlo».

 

 

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4 commenti

  1. Abracadabra 82 giorni fa

    Mirri deve stare attento. Tutti quelli che si sono messi dalla parte del Palermo e di Palermo l'hanno pagata. Zamparini è sempre lì che cova vendetta.

  2. Pinkhill 82 giorni fa

    Prima dezampafoschi andra' via e meglio sara' per tutti.

  3. Palermolibera 83 giorni fa

    Mirri... L'unico che parla. Sinceramente e col cuore... Gli altri li vogliamo via dal Palermo e da Palermo... Siete il. Passato!

  4. AquilaRosanero 83 giorni fa

    Di tutti i truffaldini e/o imbroglioni, che si sono succeduti nei vari anni, portati e raccomandati dal friulano agli arresti, i vari arabi, i Baccaglini, i normanni inglesi, per finire al fido braccio destro Foschi e al braccio sinistro DanielaDeAngelis; questo mi sembra il più serio ed affidabile, e dire che ce lo avevamo in casa...

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