SCONTRO

Il Comune blocca i mercatini:
«Noi lavoriamo lo stesso»

Il Comune blocca i mercatini: «Noi lavoriamo lo stesso»



Si accende lo scontro fra l'amministrazione comunale e i venditori ambulanti dei mercatini. 


"Nessun provvedimento di riapertura dei mercati rionali può essere in atto emanato. Qualsiasi attività di vendita dovrà quindi considerarsi illegale, perché non in regola con le vigenti normative e come tale sarà sanzionata“: queste le dichiarazioni dell'assessore alle Attività produttive Leopoldo Pianpiano e riportate da PalermoToday che di fatto annunciano il blocco, da parte del Comune, delle attività dei mercatini. Da lì  il braccio di ferro: "Da domani gli ambulanti saranno presenti nei loro posteggi nella configurazione pre Covid" la replica di Giovanni Felice, coordinatore regionale di Confimprese che annuncia di andare avanti con l'allestimento dei mercati. 


La base scatenante del conflitto è stato il presunto stravolgimento dell'intesa sul piano ripresa dei mercatini, soprattutto in merito all'alt del Comume ad alcuni mercati come quelli di via Galileo Galilei e del Cep per non aver sottoscritto le norme di prevenzione sanitaria. "C’era pure il problema del mercatino di Falsomiele - scrive Felice in una lettera diretta al sindaco Orlando - che secondo gli uffici non esisteva e invece abbiamo scoperto che c'è una graduatoria in piedi dal '96 e il Comune non ha ancora chiuso l'istruttoria per le assegnazioni. Per quanto riguarda il mercatino di Brancaccio - continua -  la sede legittima era diversa da quella in cui si svolgeva realmente ed è stato riportato nell'ubicazione originaria; mentre per i mercatini Don Orione e Montepellegrino avevamo risolto i problemi con il loro trasferimento temporaneo dentro i locali della Fiera del Mediterraneo. Tutto era stabilito e invece - conclude Felice - nella conferenza stampa di sabato lei ha presentato un piano che stravolgeva quasi tutto quello che ci eravamo detti. Credo che questo comportamento non sia stato proprio trasparente nel metodo e nei contenuti"

 

La miccia che ha scatenato il conflitto è stata la conseguente assenza ingiusitificata della rappresentanza dei mercatini alla riunione convocata in comune, cosa che ha fatto imbestialire il primo cittadino che tuttavia non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Parole però pronunciate dall'assessore Piampiano che ha confermato di fatto la chiusura totale ai mercatini ed in caso la repressione di questi ultimi in caso di trasgressione delle regole. Pugno duro in arrivo per chi decidesse di aprire senza permesso, ovvero l'interdizione per 30 giorni. Il braccio di ferro continuna, fra batti e ribatti e una soluzione che appare lontana e attualmente turbolenta. 







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