Palermo, la serie D e Udine. Parla Nestorovski - Forza Palermo Calcio Giornale
GAZZETTA DELLO SPORT

Palermo, la serie D e Udine.
Parla Nestorovski

Palermo, la serie D e Udine. Parla Nestorovski



Ilija Nestorovski - oggi un nuovo calciatore dell’Udinese - non dimentica i tre anni trascorsi a Palermo dove, nonostante le delusioni, ha raggiunto un obiettivo importante: il macedone è entrato nella Top Ten dei marcatori rosanero, scavalcando pure Cavani.

Dopo mesi l’ex capitano rosanero ha deciso di parlare attraverso le colonne de La Gazzetta dello Sport.

 

Sull'epilogo del Palermo.

«È stato un dolore incredibile. Ho pensato a tutti i momenti, felici e tristi, che ho vissuto insieme ai compagni e a chi ha lavorato col Palermo. Uno dei momenti più tristi della mia carriera».

 

Continua…

«La notte del 24 giugno. Non riuscivo a credere a quello che leggevo sul web, speravo fosse uno scherzo».

 

Sui Tuttolomondo.

«Non giudico nessuno dalle parole ma solo dai fatti. Dopo la "vittoria" nel processo sul deferimento e la retrocessione in C, pensavo che l'incubo fosse finito. Era un'illusione. Chi ha distrutto i sogni di un'intera città e fatto perdere il lavoro a diverse famiglie dovrebbe farsi un esame di coscienza. Io non riuscirei a dormire».

 

Il goal più bello con la maglia rosanero?

«Contro l'Atalanta allo scadere, nel mio primo anno in A».

 

Il momento più esaltante.

«Tutte le volte che dopo un gol sentivo il boato del Barbera e lo speaker urlare il mio nome».

 

Il più brutto?

«La notte di Frosinone e quel maledetto 24 giugno.

Una retrocessione e due mancate promozioni dirette (da favoriti): in campo scendiamo noi calciatori e siamo i primi responsabili. Preferisco non parlare delle colpe che hanno altri».

 

Su se stesso.

«Come tutti anche io potevo dare di più, ma è il calcio, non sempre si vince. Ma ho la coscienza a posto perché ho sempre lavorato al massimo. Durante gli infortuni mi sembrava di impazzire, perché sarei voluto tornare subito in campo».

 

Cosa le rimarrà dentro di Palermo?

«Mondello ed il santuario di Santa Rosalia. Come piatto la pasta con i ricci. Per il resto ogni giorno, al centro commerciale o per strada, la gente mi dimostrava affetto. Per me e la mia famiglia Palermo sarà sempre una seconda casa».

 

Un pensiero ai tifosi rosanero.

«Auguro di tornare dove meritano, sono un popolo da Serie A e non parlo solo di calcio. Io farò sempre il tifo per loro».

 

Su Dario Mirri...

«Ha già dimostrato il suo attaccamento alla squadra e noi calciatori lo sappiamo bene. Senza il suo intervento a febbraio tutto sarebbe degenerato prima. Gli auguro di diventare un presidente amato dal popolo, come suo zio Renzo Barbera».

 

Sui tifosi. Torneranno a riempire il Barbera?

«Certo, la gente di Palermo ama la propria squadra a prescindere dalla categoria».

 

Sulla scelta dell'Udinese.

«É un grande club con una storia importante e un'organizzazione impeccabile che hanno permesso di restare stabilmente in A a competere con le squadre delle metropoli».

 

Infne, la rivedremo a Palermo?

«Certo, è la mia seconda casa».






1 commento

  1. Antonio 24 giorni fa

    Mi sembra veramente inaccettabile che nessun giornalista delle varie testate palermitane abbia sentito la necessita di commentare le parole di nestorowsky. Amore....questa e casa sua......ma forse il nesto e tutti i giocatori delle ultime 2 stagioni dovrebbere fare un mia culpa e non addossare tutto alla societa.ricorderi ai calciatori che erano pagati come professionisti di serie a......e non sono stati capaci di vincere un campionato di b.e vero che tutti sappiamo cosa e successo a frosinone.....e cosa e successo l ultima stagione. Ma non sono stati in grado di vincere per 2.stiano zitti!!

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