LA DICHIARAZIONE

Palermo, la Roma e il primo gol
al Barbera. Parla Silipo

Palermo, la Roma e il primo gol al Barbera. Parla Silipo



L’attaccante della Roma arrivato in prestito a Palermo Andrea Silipo ha parlato a La Repubblica delle prime settimane nel capoluogo siculo, dell’emozione al primo gol in maglia rosanero e di tanto altro.

 

In molti mi hanno chiesto se conosco Fausto Silipo ma non ho avuto il piacere di conoscerlo. Ho visto che Fausto è stato un ex giocatore importante del Palermo e che è stato molto ben visto dai tifosi. Ma non abbiamo alcun legame di parentela.

 

Il giorno del gol.

“Ho provato un cross morbido e alla fine la palla è entrata in porta, è venuto fuori pure un bel gol. Non ho capito più nulla, ho tolto la maglia e ho iniziato a correre verso la curva. Mi avevano parlato del calore del “Barbera”, ma il boato mi ha fatto un certo effetto”.

 

Continua…

“Ed è un passo in più verso il mio obiettivo. Ho iniziato a 7 anni a giocare e sin da subito il mio sogno è stato quello di diventare calciatore. Insieme ai miei genitori abbiamo fatto tanti sacrifici e il mio obiettivo resta diventare un giocatore importante. Il calcio per me è tutto”.

 

La vita lontano da casa.

“Lontano da casa sto provando la vita da calciatore vero. All’inizio pensi che potrebbe essere complicato, che ti mancherà la famiglia e gli amici. Mi sto trovando bene anche per come sono stato accolto. Vivo Con Rizzo Pinna, Kraja e Peretti. Ogni tanto facciamo qualche torneo di Fifa alla playstation oppure guardo molte serie tv, l’ultima che ho visto è ‘Vis a vis. Il prezzo del riscatto’. Per mangiare ognuno bada a sé stesso, ma se siamo tutti insieme ci organizziamo per una cena unica”.

 

Infine un pensiero sulla Roma.

“Nella Roma sono stato bene, posso dire che mi ha cresciuto sin da piccolo – ha spiegato Silipo -. Ho iniziato a sette anni vicino casa nella Racing Club la società di Sandro Tovalieri, poi ho fatto due anni nel settore giovanile della Lazio, quindi sono arrivato alla Roma. In giallorosso mi sono trovato bene e non solo perché sono romanista. Nel settore giovanile è tutto molto diverso, le persone ti controllano di più, hai tutto già pronto, pensano a tutto i componenti dei vari staff. Qui a Palermo sono entrato nel mondo dei grandi e nel calcio vero ed è tutto diverso. Devi fare le cose da solo, pensare a te stesso. Comincio a sentirmi un calciatore vero”.






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