«Felice per i giovani»? Meglio tardissimo che mai

E poi l'attitudine all'SOS e l'assurda contrapposizione La Gumina-Nestorovski. Considerazioni.

«Felice per i giovani»? Meglio tardissimo che mai

 

La domanda a tinte rosanero era forte e chiara; la risposta del Palermo, dopo tanti ritardi, è arrivata puntuale.  

Ancora una volta in questa stagione con i tratti della vera emergenza: sintomatico che questa squadra riesca ad esprimere il proprio potenziale soltanto quando di fronte a sé si manifesta una salita ripida.

 

SOS

Tra infortunati e squalificati, la partita contro l’Avellino si presentava più complicata di tanti altri match. La squadra di Foscarini non è di certo uno di quei sodalizi che, almeno sulla carta, poteva dare troppe preoccupazioni a Tedino&co, ma arrivare al “Barbera” senza Nestorovski, Jajalo, Gnahoré e con Bellusci e Rajkovic a mezzo servizio, dopo tre settimane di delusioni e chiacchiere, non dev’essere stato facile.

Eppure, alla stregua di quelle gare affrontate senza tanti titolari convocati in nazionale, il Palermo ha risposto presente.

Non è chiaro se questa attitudine al Save Our Souls sia un punto forte oppure debole della compagine rosanero. D’altronde, non è per sempre emergenza e, in tutti i casi, sarebbe bene essere in possesso di questa sicurezza anche – soprattutto – quando gli interpreti sono tutti o quasi a disposizione.

Ma questo è l’«italianismo»: quando si è chiamati a fronteggiare le difficoltà, e solo allora, si tirano fuori gli attributi. È nel momento dei favori del pronostico che, al contrario, si pensa ad altro (vedi Pescara e Cremonese).

 

PALERMITANITÀ

Ci ha pensato Nino La Gumina a reggere il peso dell’attacco.

Attacco in quanto reparto che deve far gol e, aspetto forse più incisivo, attacco mentale alle ambizioni e alla fame e alla rabbia che il Palermo deve avere in questa fase finale di campionato. Il palermitano con i palermitani: tutti sinceramente felici di vederne addirittura tre in campo durante la stessa partita. Un evento.

Tutti, o quasi. Perché c’è una sparuta rappresentanza di tifosi che non riesce proprio a gioire per Nino senza metterlo in contrapposizione con Ilija Nestorovski. Il capitano che, pure, è tutt’ora il capocannoniere di questa squadra. E lo è stato già l’anno scorso, quando in campo qualcuno passeggiava mentre il macedone perdeva il fiato. Che non sia il Nestogol dei “bei tempi” lo abbiamo scritto e raccontato proprio su queste pagine: non basta questo, però, per farne il nemico della patria rosa. E non ci sarebbe da stupirsi se tante di queste critiche nascondessero un velo di razzismo. Coi tempi che corrono.

 

GIOVENTÙ

Sono arrivate anche le parole dell’ex presidente Maurizio Zamparini.

Il patron si dice «contento per i ragazzi della Primavera» che hanno preso parte al match di ieri pomeriggio. E aggiunge che evidentemente «si è fatto un buon lavoro con i giovani».

Gli stessi che per il secondo anno consecutivo non hanno partecipato al Torneo di Viareggio; gli stessi che per vedere il campo da vicino hanno dovuto aspettare infortuni e squalifiche.

I giovani, quelli che l’8 giugno del 2009 salivano sul gradino più alto della Primavera italiana, fregiando Palermo del primo scudetto della storia rosanero, per essere poi del tutto ignorati dalle strategie societarie.

 

Ma, come si dice, meglio tardi che mai. Magari è arrivato davvero quel momento in cui l’avrà vinta il giusto equilibrio tra i buoni prodotti che il vivaio palermitano regala e le normali, ovvie, sacrosante dinamiche del mercato “internazionale”. Magari.