L'AVVERSARIO

Qui Genoa: una squadra forte,
ma ancora un po' in panne

Qui Genoa: una squadra forte, ma ancora un po' in panne



Di Massimiliano Rincione

 

Nonostante una partenza importante, da parte del Genoa, è innegabile come la squadra di Alexander Blessin non abbia ancora spiccato il volo. Perché se da un lato sono arrivati, tra nuovi acquisti e rientro dai prestiti, tanti calciatori con svariata esperienza in B come Massimo Coda, George Puscas, Mattia Aramu, Filip Jagiello e tanti altri, è innegabile come dall'altro lato siano sbarcati giocatori che ris/

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  • /tano essere un po' delle scommesse come il cavallo di ritorno Kevin Strootman o l'ex Lecce Guven Yalcin. 

     

     

    In mezzo, tutta quella serie di giocatori provenienti da campionati esteri che hanno decretato, de facto, la retrocessione del Genoa in Serie B: i vari Caleb Ekuban, Kelvin Yeboah - entrambi dotati di doppio passaporto ghanese ed italiano, con trascorsi tra le giovanili di club nostrani -, Albert Gudmundsson, Morten Frendrup e tanti altri, con le conferme di chi qualcosa di buono aveva fatto anche in una annata del genere come Manolo Portanova e Milan Badelj.

     

    Quel che però salta all'occhio, guardando le partite del Genoa, è senza dubbio la loro attuale sterilità offensiva non in senso generale, bensì in relazione alla mole di azioni di spinta create. Non deve, infatti, trarre in inganno il 3-3 interno col Parma, avendo il Genoa segnato antecedentemente soltanto tre gol in altrettante giornate precedenti. La manovra degli uomini di Blessin è, ancora oggi, abbastanza macchinosa e tratti un po' confusionaria, con una linea difensiva che soprattutto in questo inizio di stagione ha concesso veramente tanto spazio agli avanti avversari.

     

    Una squadra ancora in assemblamento, dunque, magari con qualche certezza in più rispetto al Palermo con cui si confronterà domani - per forza di cose, avendo i rosanero cambiato tantissimo - e sicuramente con aspettative di partenza decisamente più alte. Se tanto ci dà tanto, però, non è certo una bestemmia sportiva affermare come l'impiantistica di gioco del Grifone non sia ancora oleata come quella dell'Ascoli o della Reggina - che pure ha cambiato tantissimo, ma con tanti punti fermi nelle zone nevralgiche del campo -, un po' come un Palermo che però, va detto, può vantare qualche attenuante in più.

     

    Guai, però, a dire che i rosanero partono da favoriti contro il Genoa, anzi: sarà una gara difficilissima contro la candidata principe alla vittoria del campionato. Il Palermo, però, al netto della sciagurata trasferta del Granillo può mettere in campo carte che potrebbero seriamente mettere in difficoltà i ragazzi di Blessin, dal pressing alto ai cambi di lato e fino ad arrivare agli inserimenti delle mezzali. E chissà che questo non possa rappresentare una chiave di volta per far bene contro i liguri, a prescindere da quello che sarà il ris/

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  • /tato finale.

     

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