INCHIESTA CALTANISSETTA

«Fallimento pilotato»
Sidoti davanti al gip

«Fallimento pilotato», Sidoti davanti al gip



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Mentre ieri pomeriggio in quel di Palermo Maurizio Zamparini cedeva il passo alla nuova proprietà, a Caltanissetta il giudice Sidoti si presentava dinnanzi al gip Antonia Leone. Sono quattro, infatti, le ore di interrogatorio, secondo La Repubblica oggi in edicola, a cui ieri è stato sottoposto Giuseppe Sidoti.

Assistito dal legale Monica Genovese, il giudice Sidoti ha risposto alle domande che i giudici nisseni gli hanno propinato in seguito all’inchiesta che lo ha visto indagato per corruzione nella vicenda del presunto “aggiustamento” della decisione sull’istanza di fallimento del Palermo depositata lo scorso marzo.

 

Il tema principale affrontato nell’interrogatorio di garanzia sono stati i legami con gli altri due indagati della vicenda, l’ex gip di Palermo Fabrizio Anfuso e l’ex presidente del Palermo Giovanni Giammarva. Sidoti e Anfuso, infatti, nei primi mesi di quest’anno si sono occupati della vicenda Palermo: il primo dal punto di vista fallimentare, il secondo penale.

Infine il giudice Sidoti ha spiegato il suo legame con il commercialista Giammarva chiamato da Zamparini, tempo fa, a guidare il club.

 

Tra i due ci sarebbe un’amicizia datata e sarebbe questo che, secondo la procura nissena, avrebbe condizionato la decisione di Soditi sull’istanza di fallimento del Palermo. Ovviamente il giudice Sidoti ha palesato la sua versione sulle ipotetiche direttive che ha dato al perito Santoro su come redigere la perizia del tribunale di Palermo che, di fatto, ha smontato il teorema della procura.

di Francesco Lupo





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