De Zerbi, un feeling
giustificato dai fatti

De Zerbi, un feeling giustificato dai fatti



 

Nella partita contro la Juventus abbiamo assistito alla sublimazione dell’assioma tattico di De Zerbi. L’esordio (dalla tribuna) del tecnico, al Barbera contro il Napoli, era stato,  al di là delle differenze tecniche, deludente, tant’è vero che erano già partite le scommesse su quante giornate sarebbe rimasto sulla panchina rosanero.

Le due trasferte consecutive, che hanno consentito al Palermo di portare a casa 4 dei 6 punti a disposizione contro dirette avversarie nella corsa verso la salvezza, hanno mostrato agli occhi del pubblico ciò che di buono si diceva sull’allenatore ex Foggia. Uomo dalla forte personalità, era andato fino a Barcellona da Guardiola per apprenderne i metodi di allenamento.

Nella gara proibitiva di sabato si è vista l’esposizione  pratica dei concetti tattici di De Zerbi. Il Palermo, infatti, non ha avuto alcun timore reverenziale nei confronti dei pentacampioni d’Italia, aggredendoli sin dall’inizio,non buttando mai fuori il pallone e coprendo bene il campo con un efficace palleggio.

I rosanero, nonostante il fortuito svantaggio di inizio ripresa non hanno calato mai il ritmo ed anzi, per larga parte del secondo tempo, sono stati padroni del gioco, guidati da uno scatenato De Zerbi che ha assistito al match in piedi dando continuamente indicazioni ai suoi giocatori, richiamandoli con fischi stile Trapattoni.

Da segnalare, inoltre, l’elevato numero di intercetti e di contrasti vinti. L’ennesimo cambio di allenatore che sembrava essere illogico potrebbe rivelarsi l’arma in più di questa squadra.






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