ANDREA PALAZZI

«Come se fossi qui da una vita,
possiamo vincere il campionato»

«È come se fossi qui da una vita, possiamo vincere il campionato»



Parola ad Andrea Palazzi.

Fra i nuovi volti di questa finestra estiva di mercato, il centrocampista ex Monza ha parlato del suo approdo al Palermo soffermandosi sul tecnico Boscaglia e sugli obiettivi della squadra rosanero per questo campionato di Serie C:

 

«Ho aspettato le scelte del Monza, pensavo fosse giusto così. Ad agosto mi hanno informato che sarei stato in uscita: il Palermo mi chiamava da tempo ma ho aspettato soltanto la decisione del Monza. Gli anni passano e ho bisogno di fare un bel campionato senza infortuni. A Pescara ho avuto infortuni ma ora penso soltanto a questa maglia e a fare bene».

 

MENTALITÀ 

«E' importante avere una mentalità vincente e l'approccio sarà lo stesso di vincere il campionato. Da due anni gioco per vincere tutte le partite, sia a Pescara che a Monza e anche qui sarà la stessa cosa».

 

OBIETTIVI

«Penso che il Palermo possa ambire a vincere il campionato sin da subito. Quest'anno dovremmo giocarcela partita dopo partita con squadre come Bari e Ternana che sono costruite per la vittoria finale da anni».

 

BOSCAGLIA E POSIZIONE

«Sono in prestito ma parlando anche con la società non avrò problemi a rimanere qui definitivamente. Per quanto concernce Boscaglia mi ricordo molto Zeman perché chiede un calcio offensivo. La mia posizione in campo? Chi gioca aiuterà tutti gli altri. Mi trovo bene con chiunque e il mister deciderà per il meglio».

 

COSA SERVE

«Serve qualità per vincere le partite. Il gruppo è una famiglia e mi sembra di essere qui da una vita: occorre anche fortuna, tante componenti. Conoscevo già Boscaglia e mi ha colpito la sua determinazione e dobbiamo seguirlo: serve tanto equilibrio. Rimanere con i piedi per terra nei momenti positivi e non disperarsi nei momenti difficili».

 

GIOVANI

«Ai giovani consiglio di seguire l'allenatore e attenzionare i dettagli. Inoltre ascoltare i calciatori più esperti che sono sempre preziosi: i giovani sono di qualità e sono certo che faranno bene».






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