APPUNTI SPARSI

Dammi tre parole:
«Non posso parlare»

Dammi tre parole: «Non posso parlare»



 

Appunti sparsi. E privi di stile.
Due considerazioni alla luce delle dichiarazioni ad intermittenza di colui che, ad oggi, è il referente number one (non ce ne voglia il sorridente Clive) della nuova nonancora proprietà del Palermo. Nome: Emanuele; cognome: Facile. Che sia “uomo di Zamparini” - come certi pur verosimili complottismi sostengono - non è una notizia, o meglio: non è un fatto che possa sconvolgere o destare preoccupazione; anzi, al contrario il ruolo di “ponte” garante delle operazioni dovrebbe rassicurare la vasta platea che oggi occupa le poltrone dello scetticismo. 

 

Ciò che piuttosto potrebbe arrecare perplessità è la lungaggine diplomatica che, a distanza di 13 giorni dall’annuncio per mezzo di comunicati (esclusivamente per mezzo di comunicati), prosegue nella sua espansione temporale. 
Facile, il quale tra l’altro non avrebbe dovuto “necessariamente” essere partecipe dell’operazione di acquisizione del Palermo (Belli dixit), proprio non vuole rompere il suo quasi silenzio. Il mantra è sempre lo stesso: “Non posso parlare”. Perché? 

 

Perché alla domanda “Quali sono i prossimi appuntamenti?”, la risposta è “Non posso parlare”? Perché se si chiede “Incontrerete il sindaco Orlando?”, la risposta è “Non posso parlare”? Non si chiedono mica le coordinate bancarie dei grandi investitori, qui presenti assenti, che daranno nuova linfa alle casse societarie del Palermo. Nessuno ha chiesto di svelare gli inconfessabili segreti che potrebbero mettere a repentaglio la positiva conclusione dell’affare. Anche perché la stampa, come i tifosi, ha inteso: né oggi, né probabilmente domani, saranno noti nomi e cognomi dei “tanti proprietari” del Palermo. E va bene così: siamo moderni, al passo coi tempi, ci siamo “britishizzati”: ovvero ci siamo fatti annebbiare da tutto questo fumo londinese.

 

 

Ad ogni modo, il consiglio non richiesto è il seguente: forse sarebbe bene lavorare un po’ sulla comunicazione. Non si sta comprando pesce al mercato. Il pesce non ha decine di migliaia di tifosi, il Palermo sì. E non ce n’è uno che oggi non abbia sete di informazioni. 
Di informazioni concrete, tangibili, credibili: perché va bene il gioco degli intrecci, delle fusioni societarie, delle quotazioni in Borsa, degli aumentini di capitale, ma il dovere di chi prende in mano le redini del Palermo coincide con il diritto di chi al Palermo vuole bene: massima chiarezza, se non proprio trasparenza. 

 

Si dirà: ma un po’ di pazienza, “a brevissimo” ci sarà la conferenza stampa. Bene: incrociamo le dita e auguriamoci che questa volta ci sia qualcosa da ascoltare. Non per forza tutti i dettagli, eh: “non necessariamente”.







2 commenti

  1. Leri 10 giorni fa

    Ma tutti questi tifosi del Palermo così ansiosi di sapere, perchè non mostrano altrettanta tifoseria presentandosi allo stadio anzicchè disertarlo ampiamente, mentre la propria squadra è prima in classifica ?

  2. Rosaneropermoda 11 giorni fa

    Articolo perfetto, nulla da aggiungere. Complimenti.

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