MEMORIA

Padova&Palermo, storia
di un gemellaggio vero

Padova&Palermo, storia di un gemellaggio vero



 

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“La memoria umana è uno strumento meraviglioso ma fallace… I ricordi che giacciono in noi non sono incisi sulla pietra; non solo tendono a cancellarsi con gli anni, ma spesso si modificano, o addirittura si accrescono, incorporando lineamenti estranei…”

 

Primo Levi scrisse “I sommersi e i salvati”, saggio da cui è tratta questa frase, nel 1987,  l’ultima sua opera prima di morire nell'aprile nello stesso anno.

La memoria conserva e distrugge. Alle volte ci si può scontrare per motivi del passato che sono stati addirittura dimenticati, come per Montecchi e Capuleti. E altre, invece, può diventare strumento di unione e di fratellanza. Come quando nel 2013 “Tribuna Fattori Padova”, il gruppo Ultras dei biancoscudati, ha voluto ricordare la storia della nascita del gemellaggio fra la loro squadra e il Palermo. Una storia che assume dei tratti quasi romantici, che incarna valori che dovrebbero essere, sempre e comunque, il pane quotidiano del calcio: passione, amicizia, accoglienza, rispetto. 

 

Si torna indietro ai primissimi anni Ottanta, quando cinque turisti padovani vanno a fare una vacanza in Sicilia e legano con dei palermitani appartenenti al gruppo ultras della squadra locale. Nasce una bella amicizia, i nostri concittadini fanno conoscere la città e la gente ai nostri ospiti e i padovani ricambieranno qualche anno più tardi, nel 1983, in occasione di uno 0-0 fra le due squadre, creando quelle basi di rispetto che daranno poi vita a qualcosa di più grande di una semplice amicizia. 

 

1991-92. Le tifoserie di Palermo e Padova subiscono un vero e proprio ricambio generazionale, con la prima controllata dai gruppi “Palermo WUP” e “Brigate Rosanero”, la seconda con quello dei ragazzi di Piazza Cavour. Questi riprendono i contatti fra tifoserie amiche e nel 1996, in occasione di una sfida fra le due squadre, la scena più bella, uno striscione con scritto “Nessuna secessione potrà fermare la nostra unione”. Nord e sud uniti nel periodo in cui Bossi annunciava l'indipendenza della Padania: l’amicizia diventa fratellanza, unione, annullamento delle diversità.

 

Ed è proprio qui che scatta il meccanismo della memoria. Dal punto di vista antropologico quando all’interno di un gruppo o una società si trasferisce o si consolida un ricordo questo diventa memoria collettiva, e questa resta viva se la trasmissione non viene interrotta. 

 

Quella memoria meravigliosa di cui parla Primo Levi attraverso un passaggio di testimone, da una generazione all’altra, che ha permesso all’amicizia tra Padova e Palermo di consolidarsi, di diventare qualcosa di molto più forte: unione di culture, costruzione identitaria, accoglienza. 
Grazie ai padovani noi siamo palermitani, e grazie ai palermitani loro sono padovani.
In una parola: Gemellaggio.


 

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4 commenti

  1. Rosanero 6 giorni fa

    Altra cosa: quei gruppi ultrà di palermo e Padova critici verso le loro società non gradiscono questa enfasi delle società nell'ufficializzare il gemellaggio. Infine, non ci sarà giro del campo con sbandierata come ai tempi del gemellaggio, come non c'è stata a Lecce quest'anno. I giornali enfatizzando il gemellaggio stanno commettendo lo stesso errore di valutazione fatto prima di Lecce. Amicizia e gemellaggio ai profani sembrano la stessa cosa ma nel mondo ultrà sono concetti diversi.

  2. Rosanero 6 giorni fa

    Peraltro gli striscioni per le vittime dell'alluvione non li hanno messi né i padovani né i leccesi né i romani. Gli striscioni per le vittime dell'alluvione di palermo e i messaggi ufficiali e pubblici di cordoglio li hanno messi i foggiani, i livornesi, i catanesi, i napoletani, i trapanesi, i marsalesi, i gelesi e i ragazzi di Sciacca. Onore a loro

  3. Rosanero 6 giorni fa

    Amicizia, non più gemellaggio. Agli occhi dei profani potrà sembrare la stessa cosa, ma agli occhi del mondo ultrà l'amicizia è un'altra cosa rispetto al gemellaggio, pure bella ma un'altra cosa. Padova e Lecce non sono più gemellaggi come fino ad alcuni anni fa. Sono amicizie tra gruppi. Chi milita sa.

  4. Pink 7 giorni fa

    Questo è il bello del calcio, una partita che è una festa fra le due tifoserie amiche e gemellate e non una guerra come si vede o come abbiamo visto a Frosinone. Anche Lecce - Palermo fu una specie di finale nel 2003, ma il rispetto e amicizia fra le due tifoserie fu spettacolare. Frosinone impari da queste tre società cosa sia il rispetto e legalità in una partita di calcio. P.s. : poi parliamo di razzismo territoriale, ma le urla mafiosi per tutto il tempo non è razzismo territoriale?

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