LA LETTERA DEI SINDACI

Orlando a Conte: «Così
sarà default»

Orlando a Conte: «Così sarà default»



I sindaci chiedono al Governo con una missiva al premier Giuseppe Conte e ai ministri Dario Franceschini e Roberto Gualtieri, "di poter rivalutare prima dell'imminente approvazione del decreto, la situazione dei Comuni che rappresentiamo al fine di poter stare vicini alle imprese e ai cittadini dei nostri territori, offrendo loro le agevolazioni e i servizi che i nostri bilanci oggi non sono più in grado di erogare”.

 

L’appello è firmato fra gli altri anche dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando. “Se non saranno accolte le nostre richieste ponderate e motivate, le nostre città rischieranno seriamente il default e l'impossibilità oggettiva di spingere il sistema paese nella ripresa economica a turistica. Siamo certi che il Governo non possa rimanere sordo ad un grido di allarme di questa portata". Il monito dei primi cittadini che alzano la voce nei confronti dell’Esecutivo.

 

Il malcontento è dettato dal fatto che la bozza del dl Rilancio non prevede le richieste degli assessori al turismo sul sostegno per il settore "e in particolare quelle a favore dei Comuni a più alta vocazione turistica che più degli altri si trovano adesso in uno stato di crisi finanziaria e sociale".

Un problema gravissimo per territori che hanno "fino ad ora basato il proprio tessuto economico e i propri bilanci sulle entrate derivanti dal turismo, con livelli occupazionali legati a questo settore pari anche al 20-25% del totale".

 

Continua la lettera: "l'applicazione di questo decreto - laddove approvato nella sua versione attuale - porterà dunque non solo alla perdita di migliaia di imprese e posti di lavoro con una crisi sociale senza precedenti - che noi sindaci ci ritroveremo ad affrontare - ma anche ad una diminuzione dei servizi essenziali che non riusciremo più a garantire a cittadini e ad imprese".

Nelle bozze che circolano sul dl manca ad esempio il riferimento "contrariamente a quanto richiesto, al ristoro dell'imposta di soggiorno per quei Comuni ad alta vocazione turistica che hanno subito e ancora subiranno un drastico crollo delle entrate (soprattutto da imposta di soggiorno e Tari), in un fondo aggiuntivo rispetto a quello dei tre miliardi concordato con Anci".

 

Di conseguenza ci sarà "il blocco di molti servizi essenziali, e l'impossibilità di andare incontro alle richieste delle imprese che chiedono una sospensione dei tributi locali quantomeno per il periodo di chiusura delle attività (come, appunto, ad esempio, l'imposta sui rifiuti)".

Quindi, “loro' il paese continueranno a sostenerlo, ma da Roma non ricevono quel che servirebbe. Non soddisfa neanche la distribuzione dei 3,5 miliardi a Comuni, Province e Città metropolitane, perché manca l'attenzione al "minor gettito di cui soffriranno in particolare modo i Comuni ad alta vocazione turistica".


 

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1 commento

  1. stadio 18 giorni fa

    Ottimo

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