Orgoglio Palermo: un pari che vale vittoria

Orgoglio Palermo: un pari che vale vittoria

Il derby torna dopo sette anni e lo fa nel periodo più particolare degli ultimi anni. Un match che inizia ad assumere un alone più romanzato dalle prime ore del pomeriggio quando il Palermo è costretto a piegarsi al mostro del momento, il Covid-19. Infatti il virus costringe mister Boscaglia a presentarsi all'appuntamento più importante della stagione con soltanto undici titolari e nessuna riserva, eccezione fatta per due portieri. Ma il tecnico consapevole della sua missione impartisce il diktat ai suoi "chi è paziente con un nemico che non lo è sarà vittorioso".

 

Così pronti via i calciatori rosanero dimostrano subito di aver appreso la missione che il fato gli impone nella serata siciliana. Una supremazia territoriale diventa palese al minuto 14 quando Mamadou Kanoute, vento di ebano, plana sulla respinta di Martinez e realizza la rete che porta avanti meritatamente il Palermo facendo esplodere metaforicamente il Barbera. Uno a zero quindi che resiste fino al duplice fischio con i padroni di casa per gran parte dei primi quarantacinque minuti superiori al Catania. Rosanero che possono recriminare per un clamoroso errore di Saraniti che davanti alla porta fa l'unica cosa che non dovrebbe: calciare di potenza facendo finire la palla sul fondo dopo aver fatto la barba alla traversa, sarebbe stato il colpo del KO.

 

Inizia la ripresa con il Palermo intento a custodire il prezioso vantaggio da una parte e, dall'altra, il Catania a tentare di riprendere un match che lo vede inseguire sin dai primi istanti della serata. I rosanero resistono eroicamente per ottanta minuti ma a dieci minuti dalla fine è Pecorino a firmare il gol del pareggio. Azione chiaramente viziata da un fallo dell'attaccante rossoazzurro che si è attaccato alla maglia del difendete rosanero facendolo capicollare a terra mentre la sfera lemme lemme finisce in rete. Il Palermo non si dà per vinto e si riporta in avanti cercando il raddoppio, ma il Catania - dopo cinque sostituzioni - resiste. Così il direttore di gara fischia tre volte e manda tutti negli spogliatoi.

 

Finisce così con il pareggio fra Palermo e Catania con una rete per parte. Un grandissimo Palermo, stoico tiene e porta a casa un risultato pesantissimo e - per le vicissitudini della vigilia - se vogliamo storico. Il Palermo fa la prestazione più aulica della stagione proprio nella notte più importante. Sono queste le battaglie che fanno crescere un gruppo, una squadra a immagine e somiglianza del suo allenatore. La piazza deve essere orgogliosa di questi undici ragazzi, ora più che mai. Pari che vale quanto una vittoria, qualcosa di nuovo sta nascendo.