L'INDAGINE

«Contiguo alla mafia», ancora un
sequestro per Gammicchia





Dopo l’operazione che ha portato, nello scorso novembre, al sequestro di circa 17 milioni di euro, la Guardia di Finanza ha eseguito un nuovo provvedimento con cui sono stati sequestrati un’azienda e conti correnti di Vincenzo Gammicchia, noto imprenditore palermitano nel settore della vendita di pneumatici.

 

Il provvedimento, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo, è stato eseguito dai Finanzieri del Comando provinciale del capoluogo siciliano.

 

Gammicchia è stato ritenuto “contiguo” alla criminalità organizzata alla luce delle precise e puntuali dichiarazioni rese, nel corso degli anni, da numerosi collaboratori di giustizia che lo hanno indicato come soggetto che si prestava ad occultare nelle proprie attività commerciali risorse di provenienza illecita delle famiglie mafiose dei Galatolo e dei Fontana.

 

A novembre 2019 era stato disposto il sequestro dei cinque punti vendita, di numerosi immobili, autovetture e di rapporti bancari e polizze assicurative, nonché della parte delle quote societarie detenute in un Consorzio operante nel settore della revisione dei veicoli.

In quel frangente il Gruppo di Investigazione sulla Criminalità Organizzata ha acquisito documentazione contabile e societaria sul tale Consorzio, di cui Gammicchia e i suoi familiari detenevano formalmente quote societarie.

 

E’ emerso però che questi ultimi erano totalmente estranei alla gestione dello stesso.

 

L’azienda era interamente riconducibile a Vincenzo Gammicchia, quale strumento operativo della più complessa strategia imprenditoriale del proposto.

 

Il Tribunale di Palermo ha così sottoposto a sequestro l’intero capitale sociale e il complesso dei beni aziendali del consorzio, nonché rapporti bancari e polizze di investimento, per un valore totale di oltre 2 milioni di euro.

Tutte le imprese oggetto del sequestro dello scorso novembre e del provvedimento odierno proseguono regolarmente la loro attività e sono affidate a un amministratore giudiziario.

 

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