Il numero uno
Il mercato in entrata appena concluso dal Palermo non ha visto grandi movimenti, ma operazioni mirate a rinforzare la squadra con un occhio ai conti.
Il ritorno di Foschi a Palermo è stata una manna dal cielo per alcuni. In primis il patron Maurizio Zamparini che nel corso dell’intervista rilasciata ai giornalisti presenti allo stadio per la nomina del nuovo presidente (CLICCA QUI per scoprire di chi si tratta), il friulano ha detto: «Il lavoro di Foschi è stato ottimo. Se alcuni dei giocatori che dovevano uscire non sono usciti è perché il mercato non l'ha permesso. É il numero uno».
LE PAROLE DI ZAMPARINI SULLA CESSIONE DEL PALERMO
Di certo il lavoro di Foschi non è stato dei più semplici: una squadra da ricostruire e tanti scontenti da sistemare (il ds sarà a lavoro fino al 31 agosto per le cessioni).
Per la porta è arrivato Brignoli a titolo definitivo dalla Juventus per 1 milione di euro, in difesa a costo zero Mazzotta e Salvi che potranno dare grande esperienza alla squadra di Tedino.
A centrocampo partito Gnahorè, andato all’Amiens in prestito con obbligo di riscatto, sono arrivati Haas e Falletti, che può dare sicuramente tanta fantasia al gioco del Palermo. L’ex Ternana è arrivato dal Bologna in prestito.
Con la mancata promozione in Serie A, Foschi ha dovuto gestire al meglio i fondi ed al tempo stesso pensare a fare plusvalenze. Le cessioni di La Gumina all’Empoli e Coronado allo Sharjah hanno portato alle casse del Palermo 15 mln, incassi che vanno a rafforzare un bilancio che sembra essere positivo.
Foschi si è subito attivato per sostituire in maniera adeguata l’attaccante palermitano (uno dei migliori del Palermo nella scorsa stagione) e dall’Inter si è assicurato George Puscas per 3 milioni e 300 mila euro.
Bisognerà vedere chi da qui al 31 agosto andrà via, ma rosa alla mano il Palermo si candida a lottare per la promozione in A subito dietro a Benevento e Verona.
Nonostante “i limiti di budget”, Foschi ha svolto un buon mercato costruendo una squadra giovane: il fallimento della scorsa stagione imponeva al direttore sportivo un rinnovamento.
Redazione