EDITORIALE

Non sparate sul
soldato Eugenio

Non sparate sul soldato Eugenio



Di Peppe Musso

Prima sosta, tempo di primi bilanci: la classifica dice Palermo nella parte destra, 7 punti, tre sconfitte. Un bottino di certo non esaltante.

Le responsabilità, seppur da dividere, stanno ricadendo pesantemente su mister Corini: l’allenatore bresciano è già nell’occhio delle critiche della piazza, a cui non sono andati giù i recenti ris/

    /tati ma probabilmente ancor di più la mancanza di un calcio convincente ed offensivo, anche perché il paragone con le /
      /time partite del Palermo di Baldini è facilmente fattibile.

      Ma le attenuanti, almeno secondo chi scrive, sono parecchie: Corini ha accettato l’incarico della panchina rosanero in data 7 agosto, sono passati neanche due mesi ma è già cambiato tutto: 14 giocatori nuovi, sistema di gioco mai provato prima, campionato che non ti aspetta. Perché forse i due anni di serie C, in cui a dispetto dei ris/

        /tati erano poche le squadre a livello dei rosanero, in cadetteria la musica cambia: le squadre sono tutte (o quasi) molto forti, e la maggior parte anche rodate da anni di assestamento.

        Quanto detto, ovviamente, non deve andare a nascondere le lacune che il Palermo ha mostrato in special modo da quando si è deciso di sposare il 4-3-3: una difesa che fa fatica a leggere alcune situazioni in profondità, un centrocampo troppo compassato e slegato dagli altri reparti, un attacco che con i suoi esterni non aiuta il “povero” Brunori, spesso lasciato troppo solo contro le difese avversarie. Ma il tempo per lavorare è stato poco, finalmente adesso c’è una sosta che permetterà di saldare il gruppo e innestare per bene le idee tattiche nuove. Non sparate, dunque, s/

          / soldato Eugenio, almeno non finchè non avrà avuto tempo e modo di difendersi.





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