Non si salva nessuno tranne Moreo e Brignoli. Le pagelle
Non è tanto il risultato, maturato contro una squadra che organico alla mano è una delle più competitive del campionato, quanto il modo in cui esso si è concretizzato: è bastato che gli avversari alzassero il ritmo della pressione per uscire dalla partita. A dispetto del 2-1, che in teoria suggerirebbe una contesa tirata, Brescia-Palermo ricorda moltissimo l'incontro, rimasto nella storia della finzione filmica, tra Apollo Creed e Ivan Drago in Rocky IV: tanto entusiasmo alla vigilia, un inizio anche promettente seguito poi dal ribaltamento brutale della situazione, culminato in una rovinosa sconfitta. L'unica differenza sta nel fatto che il Palermo è rimasto in piedi fino alla fine, ma solo perché il Brescia, a differenza di Drago, non ha infierito.
Abbastanza emblematico in tal senso che il migliore in campo sia stato Moreo (6,5): entrato come mossa della disperazione, il numero 9 rosanero ha avuto il merito di alzare un minimo il baricentro della squadra, sfruttando il regalo di Gastaldello per segnare il suo primo gol con la maglia del Palermo. Ci auguriamo che, per quanto inutile, questa rete possa aver sbloccato emotivamente il centravanti milanese, mai del tutto convincente da quando è arrivato a gennaio. Per il resto, ad eccezione di Brignoli (6) non impeccabile nel posizionamento sul primo gol ma lasciato in balia del suo destino dai suoi sodali, non si salva nessuno.
Dall'attacco (tolta la suddetta eccezione) non è arrivato nulla: la luce di Trajkovski (5), già di per sé intermittente, è stata fin troppo fioca; Nestorovski (5,5) ha provato a bissare senza successo la cannonata col Perugia prima di restare più isolato del soldato Ryan. L'ingresso a inizio ripresa di Puscas (5) non ha migliorato la situazione: l'ex Novara ed il capitano in campo sono due rette parallele. Agli attaccanti rosanero si può concedere comunque l'attenuante di uno scarso sostegno da parte del centrocampo: Murawski (5) prima di uscire per infortunio è stato un ectoplasma; Haas (5) si è mosso tanto ma senza criterio; Jajalo (5) a lungo braccato dai mediani del Brescia non ha mai trovato la giocata (che ha dimostrato di avere nelle corde) per rompere la pressione avversaria.
Palermo spento, Tedino non lo accende
A completare il quadro della serata storta ci ha pensato l'intero comparto difensivo, colto da un'improvvisa forma di tafazzite acuta. Mazzotta (5) e Salvi (4,5) avevano confezionato l'occasione che poteva portare il Palermo in vantaggio, ma la loro partita è finita praticamente lì: il primo, sostituito a inizio ripresa da un Aleesami (5) rimasto ancora in quella dimensione limbica tra il fluidificante e il terzino di copertura, in occasione del vantaggio bresciano ha lasciato che Donnarumma colpisse quasi indisturbato con una marcatura Marshmellow; il secondo ha lasciato libero Dell'Oglio di fare ciò che voleva sulla sua fascia di competenza. Se gli esterni hanno fatto veramente male, i centrali sono riusciti nell'impresa di fare peggio. Pirrello (5 -) dopo due buonissime partite si è eclissato e quest'oggi sembrava fuori contesto ma la sua prestazione risulta quasi sontuosa rispetto a quella dei due compagni di reparto Rajkovic (4) e Bellusci (4). Il primo ha dormito per tutta la partita ed ha (al pari di Mazzotta e forse di più) sulla coscienza il vantaggio bresciano; il secondo si è improvvisato chef in occasione del raddoppio di Donnarumma combinando, con un liscio avvilente, un'indigesta omelette baveuse che ha compromesso la partita.
Ora quando una squadra gioca così male come il Palermo (3) oggi dire che sia tutta colpa dell'allenatore ha il senso che ha perché la partita la fanno pur sempre i giocatori. Ciò comunque non toglie che Tedino (5) qualcosa abbia sbagliato, almeno in partenza. In tal senso una domanda sorge spontanea: se il Palermo con il 3-4-2-1 aveva fatto più che bene nelle precedenti uscite, perché cambiare proprio oggi? Se l'idea che un giocatore offensivo in più avrebbe raccordato meglio la squadra quest'oggi, è un'elucubrazione messa nero su bianco da chi scrive, il fatto che la stessa con questo sistema avesse fatto molto bene andando oltre determinati limiti è un'evidenza suffragata dal campo.
Redazione