Nazionale, Ventura: "Non sottovalutiamo il Liechtenstein" - Forza Palermo Calcio Giornale

Nazionale, Ventura: "Non sottovalutiamo il Liechtenstein"




La Serie A si ferma e adesso tocca alla Nazionale di Giampiero Ventura, intervenuto oggi in conferenza stampa a Coverciano. L'avversario non è tra i più blasonati, ma a al commissario tecnico dell'Italia poco importa: il Liechtenstein non va sottovalutato: "È una partita di qualificazione che se la vinci è normale, ma la devi vincere, nessuno nel calcio vince prima di giocare. Con la Spagna hanno perso 8-0 ma fino al 65' erano sotto solo 1-0 e non c'erano state tante palle gol. È una nazionale accessibile ma è una partita da preparare con grande attenzione per non avere sorprese". Dopo la trasferta di Vaduz, sarà la volta della Germania, che gli azzurri affronteranno in amichevole martedì 15 novembre a San Siro. "Sono sincero - ammette Ventura - avrei preferito un'amichevole di spessore diverso, bisogna mettere in condizione i giovani di andarsi a confrontare ma piano piano. La Germania è la nazionale più forte e organizzata in circolazione, è come una tesi di laurea. Non è la nazionale migliore da affrontare per far giocare i giovani perché in Italia, se un giovane sbaglia la partita, rischia di pagare pegno per i mesi successivi". Infine, Ventura ha parlato delle possibili chance di Mario Balotelli, il quale non è stato convocato e ha ammesso che il livello della Serie A è basso rispetto agli anni passati: "Mario ha ripreso da due mesi, è stato un anno e mezzo senza giocare. Non si può pensare che in due mesi sia cambiata improvvisamente la storia di una persona. Sicuramente avrò un colloquio, per capire la sua voglia di mettersi in discussione, noi siamo aperti a tutti. Io non ho mai sentito mettere in discussione le sue qualità tecniche - ha aggiunto il c.t. - ma è su altri aspetti che Mario deve porsi delle domande. La Serie A? Il campionato in corso non è il migliore degli ultimi anni perché non c'è una grandissima continuità. Dal punto di vista della spettacolarità non credo sia da ricordare".






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