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Mauri: «Non abbiamo ancora fatto
niente, possiamo dare di più»

Mauri: «Non abbiamo ancora fatto niente, possiamo dare di più»



Parla Juan Mauri. Il centrocampista argentino, dopo una prima parte di stagione in ombra, complice qualche acciacco del titolare Martin in cabina di regia è riuscito a guadagnarsi il suo spazio offrendo prestazioni convincenti e dimostrandosi una valida alternativa all'inamovibile regista francese. Intervistato da TRM, Mauri ha parlato del campionato di Serie D, del rigore segnato contro il Marsala nonché della prossima sfida contro l'FC Messina

 

«Il mister mi aveva chiesto di calciare il rigore e io avevo detto di sì. Calcio sempre lì facendo finta di calciare forte a incrociare. Io non guardo mai il portiere, ci sono invece giocatori come Floriano che lo guardano fino alla fine».

 

SERIE D

«La Serie D è un campionato tosto, si corre, ci si ‘mena’, palla lunga e si va: non è facile giocare. A Marina di Ragusa la palla era troppo sgonfia e il campo non era come si vedeva, troppe palle in aria, poi in campo non potevi giocare troppo veloce e dovevi fare solo due o tre tocchi. Contro il Palermo, poi, ogni squadra vuole fare la partita della vita».

 

CAMPO

«Se ho respirato dopo l'entrata di Martin? Sì, ero un po’ stanco, era la mia terza partita in cinque mesi e ancora non ho così tanti minuti sulle gambe. In trasferta sono tutti campi piccoli e sintetici, poi tutti corrono il doppio contro il Palermo. La dimensione del campo influisce, aldilà di quanto possa essere bello o brutto, però in un campo grande hai più spazio. Al momento mi sento bene, quindi penso di giocare fino a quando il fisico me lo permetterà. Ci sono occasioni che anche l’altra squadra può creare, però come gruppo dobbiamo imparare a gestire meglio certe situazioni».

 

PRESSIONE

«A me piacerebbe vincere tutte le partire 3-0 giocando bene, ma non sempre è possibile. Rispetto a inizio stagione la pressione la sentiamo sempre, perché siamo il Palermo e sappiamo che dobbiamo giocare sempre, poi capita che vinci 10 volte e una perdi ed è lì che inizi a farti delle domande. Il girone di ritorno è sempre più complicato di quello di andata. Sconfitta contro il Savoia? Può capitare, ma meglio che capiti prima che alla fine. Noi siamo un bel gruppo che deve crescere, penso che tutti possiamo dare un po’ di più. Ognuno deve fare il suo e andare avanti. Non considero il titolo di Campioni d’Inverno, perché non abbiamo ancora vinto niente, conta solo chi arriverà primo a fine maggio».

 

FC MESSINA

«All’andata non abbiamo fatto un grande partita, ma io penso sempre a noi: se siamo cattivi e svegli, non c’è un’altra squadra che possa vincere. Rispetto sì, ma paura di nessuno. Siamo il Palermo, se abbiamo paura andiamo a casa. Concorrenza con Martin? Io so quanto è forte lui, quando l’ho visto ho pensato che sarebbe stata dura. Magari tra quattro o cinque anni passo a fare il difensore centrale. Secondo me si può giocare insieme a Martin, basta sapere quello che devi fare e quello che vuole il mister».






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