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Martinelli: «Palermo, voglio
portarti in A e fare la storia»

Martinelli: «Palermo, voglio portarti in A e fare la storia»



Alessandro Martinelli si racconta. Il centrocampista rosanero, fra i protagonisti della cavalcata verso la Serie C, ha parlato ai microfoni del Corriere dello Sport della soddifazione per l'obiettivo promozione, della sua partecipazione alla rinascita rosanero e della volontà di riportare il Palermo ai massimi livelli del calcio:

 

«Nessuno è venuto qui solo per vincere il campionato di Serie D. Palermo si accetta, e di corsa, a prescindere dalla categoria. Questo è appena l’inizio di un programma ambizioso che vuole riportare il club in A. E’ un onore aver partecipato alla rinascita, però il meglio deve ancora venire».

 

PROMOZIONE

«Per me è la seconda consecutiva, dopo lo scorso anno a Brescia. Vincere è sempre bello, a prescindere dal gioco e dalla categoria, ma è il frutto di sacrifici. Chi vive lo spogliatoio, sa di che cosa parlo: per molti di noi, e per i tifosi, si è trattato di un riscatto; per i più giovani la prima grande emozione. Non ho dubbi, le sfide mi piacciono, il cuore ha deciso. Sono istintivo e pensavo che a Palermo avrei trovato la molla per rifarmi: mi sento al centro del progetto, avverto la fiducia della società e la stima dei compagni e dell’ambiente».

 

FARE LA STORIA

«L’estate scorsa, per intendersi, è bastata una telefonata. L’aspetto economico passa in secondo piano quando si tratta di fare la storia. Nel calcio, e nella vita, ci sono sentimenti che non hanno prezzo e poterli vivere è un privilegio. Voglio arrivare in Serie A, ovvio. Guai, però, ad illudersi che sia un percorso da compiere ad occhi chiusi. Il Bari ha costruito una squadra con gente fuori categoria e alla fine si è trovato a nove lunghezze dalla Reggina. Dobbiamo trarre insegnamento dalle esperienze altrui, siamo consapevoli che sarà una vera e propria avventura, non una passeggiata di salute. Cosa mi ha colpito della cavalcata? La passione della gente che, negli ultimi 15 anni, aveva vissuto gioie incredibili per poi sparire dalla geografia del calcio. I palermitani hanno un cuore enorme e lo dimostrano allo stadio. Anche in giro per le strade, è un tripudio. Tutto ciò è gratificante per chi, come me, avendo sempre vissuto al Nord e in Svizzera, non era abituato a questo calore».

 

SOCIETÀ E FASCIA

«Anche Pergolizzi è stato protagonista della risurrezione. La situazione societaria non mi preoccupa per niente, il nostro è un club solido, serio, organizzato che non ha nulla da invidiare ai top club di Serie A. Ricevere la fascia di capitano è stato un grande motivo di orgoglio e una bella responsabilità. Non mi tiro mai indietro. In squadra c’erano tanti capitani in grado di trascinare il gruppo. La solidarietà è stata fondamentale per superare i pochi ostacoli che abbiamo incontrato e proteggere i giovani che non erano abituati a certe pressioni».

 

IL SEGRETO

«Santana ci guiderà da protagonista. E’ un guerriero e la sua presenza è stata fondamentale anche dopo l’infortunio. Ho apprezzato quando è venuto in trasferta con le stampelle. Qual'è il segreto del Palermo? Guardate le foto delle cene di squadra e capirete. Ragazzini di 18 anni abbracciati a 30enni sposati con figli, sempre sorridenti. Un gruppo eccezionale ed il merito va a chi l’ha costruito».

 

 






3 commenti

  1. Aggregazione galattica lame rotanti 21 giorni fa

    No, Signor Settanta, io sono @Rubini!

  2. Francesco 70 21 giorni fa

    Aggregazione,mi pari un canuzzu abbandonato.....

  3. Aggregazione galattica lame rotanti 21 giorni fa

    Martinelli, portami un bacione a Firenze, dai!

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