INTERVISTA A LA REPUBBLICA

Lucca: «Palermo fidati di me
Mirri una persona speciale»

Lucca: «Palermo fidati di me. Mirri una persona speciale»



Arrivato lo scorso anno durante il calciomercato invernale, Lorenzo Lucca ha subito dimostrato di avere grandi qualità. Proprio l’essersi reso protagonista nel Palermo in Serie D ha portato la dirigenza rosanero a credere nuovamente in lui quest’anno.

 

Il giovane attaccante, intervistato da La Repubblica, ha così parlato del suo ritorno a Palermo:

 

«Mi aveva colpito soprattutto la gente, lo stadio, il calore dei tifosi al “Barbera”. La prima partita che ho visto, quella contro il Messina, ha lasciato il segno: ho visto dagli spalti pieni, c’erano tanti tifosi ed è stato in quel momento che è scoccato qualcosa che mi ha fatto pensare che questa è la piazza giusta. Palermo mi ha colpito sotto tutti i punti di vista: vivo a Mondello, c’è gente disponibile che ti aiuta se sei in difficoltà. Mi trovo bene».

 

PALERMO

 «Le parole del mio procuratore? Lui intendeva che su Palermo si può pensare tutto, ma che alla fine quando ci arrivi ti innamori, ci si trova bene, è bello viverci e giocarci. Però per la verità la sera in cui sono arrivato qualche domanda me la sono posta. Sono arrivato all’una e mezza di notte, c’erano le strade deserte ed era tutto nuovo e strano. Ma dopo la prima settimana ero già ben inserito in città e in squadra».

 

TORINO O PALERMO

 «Perché ho deciso di lasciare il Torino per il Palermo? È semplice: io e il Toro non avevamo più le stesse idee e ci siamo dovuti separare. E poi quando mi hanno proposto Palermo non ci ho dovuto pensare più di tanto. Avevano un’idea sbagliata di me, ma ci può stare. Dai pulcini fino alla prima squadra è stato bello vivere il mondo granata. Ho ritenuto che il mio percorso nel Torino si fosse concluso».

 

ISPIRAZIONE

«Mi piace guardare le partite. E guardando quelle di serie A o della Champions si impara molto. Ma c’è sempre da imparare anche da una partita di B o di C. Gli spunti non mancano. Poi è chiaro che da un gesto tecnico di Caracciolo, Toni, Ibrahimovic o Dzeko che sono dei fenomeni e hanno esperienza da vendere non puoi fare altro che imparare. Sono stato accostato a loro, ma questa è gente che non ha nulla a che vedere con un giovane come me che sta iniziando adesso. Però mi piace provare a fare gesti tecnici importanti. E sono proprio come quegli attaccanti che magari fanno il gol più difficile e non quello facile».

 

RESPONSABILITÀ

«Sono sereno, non soffro più di tanto pressioni o responsabilità. Non vedo l’ora di giocare e aiutare la squadra, sia che giochi titolare sia che parta dalla panchina. Devo pensare a trovare spazio e crescere. Con i compagni andiamo d’accordo, siamo un gruppo unito. Però Palermo fidati di me, perché ci sono anch’io».

 

PRESIDENTE MIRRI

 «Abbiamo parlato, ma non tanto e a lungo. Lui è una persona speciale: tutta la società mi ha accolto benissimo, Sagramola e Castagnini ci guidano tanto e ci danno consigli. Esattamente come fa Boscaglia: spiega in modo semplice cosa vuole. Per un giovane così è più facile imparare i trucchi del mestiere».


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