L'importanza di chiamarsi Luca - Forza Palermo Calcio Giornale
PALERMITANO DOC

L'importanza di chiamarsi Luca

L'importanza di chiamarsi Luca



 

Tra i tanti dubbi che hanno caratterizzato l'estate del Palermo, Luca Fiordilino rappresenta una delle poche certezze. Sin dal primo giorno di ritiro a Sappada, il giovane centrocampista palermitano ha convinto il tecnico Bruno Tedino e gli addetti ai lavori presenti; tant'è che, nelle amichevoli, si è alternato con Murawski nel ruolo di capitano. Insieme al polacco, Fiordilino è stata la nota più positiva del ritiro.



GERARCHIE

Anche nelle partite ufficiali, prima in Coppa Italia e poi in campionato, Fiordilino ha sempre giocato titolare nonostante la presenza di Jajalo e Haas nel suo ruolo. Infatti, il classe 1996 non parte in cima alle gerarchie nel centrocampo, soprattutto se il modulo adottato prevede due centrali, ma lui è palermitano, può dare qualcosa in più per questa maglia e la voglia di giocare per questi colori sta mettendo in difficoltà l'allenatore. Della concorrenza Fiordilino non ha paura: «Non siamo così pochi, a centrocampo possiamo giocare a due o a tre - ha detto ieri in conferenza stampa - Il primo anno a Cosenza ho giocato a due e a Lecce a tre, quindi non c'è problema da questo punto di vista. Ora sono concentrato a migliorarmi giorno dopo giorno».

 

«Siamo il Palermo, andiamo in campo per vincere»



DUTTILITA'

A due o a tre, per lui cambia poco: da mediano davanti alla difesa o da mezz'ala un posto per Fiordilino può esserci sempre. Le caratteristiche del giocatore gli permettono di essere utilizzato in più ruoli: buona corsa, ottima visione di gioco e piedi raffinati. Lo scorso anno Tedino lo ha provato anche come esterno destro e sinistro, dove ha svolto egregiamente i compiti facendo anche un assist a Rispoli come esterno sinistro nel 2-2 contro il Novara.



FUTURO LEADER?

Fra i palermitani in squadra è quello con più presenze in rosanero e se dovesse continuare a giocare potrebbe diventare un leader dello spogliatoio nonostante la sua giovane età: «Mi sento di farlo, devo solo allenarmi. Poi ci sono anche altri che lo possono fare - ha detto il centrocampista palermitano - Devo concentrarmi sul campo per il bene del Palermo. Certe volte il leader è la squadra, che se combatte è leader, non c'è bisogno per forza di una persona». Le idee sono chiare, crescere con il Palermo per riportarlo in alto dove merita di stare. In Serie A solo Giovanni Tedesco è stato protagonista con la maglia rosanero. Il prossimo vuol essere lui.






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