CONFERENZA STAMPA

Liverani:«Il Palermo può lottare
per i primi due posti di B»

Liverani: «Il Palermo può lottare per i primi due posti di B»



La sfida di domani al "Via del Mare" tra Lecce e Palermo avrà un sapore speciale per Fabio Liverani. L'attuale allenatore dei pugliesi è stato per tre anni una delle colonne della squadra rosanero che ha sfiorato, con Delio Rossi, la qualificazione in Champions League e ha raggiunto la finale di Coppa Italia persa con l'Inter. L'allenatore dei giallorossi è intervenuto in conferenza stampa e ha parlato del suo passato con la maglia rosa e della sfida di domani sera: 

 

 

PASSATO ROSANERO

«Ho passato tre anni a Palermo, e tre anni nel calcio sono tanti. Ho anche avuto l'infortunio più brutto della mia carriera alla fine del primo anno, rottura del crociato, sono rimasto fuori sei mesi e sono rientrato a novembre con l'avvento di Delio Rossi. Da lì anche la squadra è ripartita alla grande facendo una stagione importante, con la qualificazione in Europa League, e l'anno dopo abbiamo coronato questi tre anni con la finale di Coppa Italia. Aver portato 40.000 palermitani all'Olimpico credo sia stato uno dei momenti più belli per la gente del posto».

 

STELLONE

«Il cambio allenatore del Palermo? A prescindere che l'allenatore ha bisogno di un po' di tempo, (Stellone, ndr) è abbastanza avvantaggiato perché aveva finito la stagione lì quindi la conoscenza tra lui e la squadra era già a buon punto, non era proprio un cambio nuovo, fermo restando che poi bisogna lavorare sul campo, ritrovare degli automatismi».

 

IL PALERMO

«Il Palermo è una squadra che sulla carta, a livello individuale, credo sia costruita per vincere il campionato tra i primi due posti senza nemmeno fare i play-off. Ha giocatori di spessore a livello internazionale e altri di grande esperienza che hanno già fatto la Serie A come Rispoli, Jajalo e Falletti. A livello individuale il Palermo non ha niente da invidiare al Verona e al Benevento. Noi dobbiamo cercare, come squadra, di opporci nella globalità del mio gruppo, di squadra, di compattezza, di attenzione, allora potremo sopperire a quelle individualità che sono nettamente superiori».

 

 






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