La Gumina, da eterna promessa a idolo dei tifosi
Il giovane palermitano sempre più decisivo nella squadra di Tedino
Tre gol in tre partite a corredo di ottime prestazioni: così Antonino La Gumina è passato dall’essere un’eterna promessa al diventare una delle certezze di questo Palermo che, scampato il fallimento, può caricare le gambe per la volata finale verso la promozione. Non male per un giocatore che fino a poco tempo fa era angariato e vilipeso fino a diventare una sorta di valvola di sfogo per i più incalliti dei leoni da tastiera.
Che La Gumina avesse le carte in regola per poter stare in una rosa chiamata a riscattare la tremebonda stagione scorsa lo si era visto quest’estate, quando nella gara di Coppa Italia contro il Cagliari, aveva segnato il gol del provvisorio e illusorio 1-1. Com’era logico che fosse con la presenza di capitan Nestorovski, il ruolo del biondo attaccante palermitano è stato marginale, ma le poche volte in cui è stato chiamato in causa, ha fatto la sua parte da gregario con grande generosità.
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La grande occasione è arrivata solo recentemente, quando Tedino ha maturato la convinzione che per alleggerire Nestorovski dal dover catalizzare tutta la pressione difensiva avversaria, servisse un’altra punta. La Gumina si è ritrovato di fatto a dover giocare più da ala che non da centravanti, svariando e ripiegando moltissimo, non sempre con costrutto ma mai senza risparmiare la benzina. Un atteggiamento di gioco bollato con estrema naive come incapacità di segnare combinata ad inadeguatezza tecnica.
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Dopo l’occasione, oggettivamente sciupata, nella gara contro il Frosinone in molti (non solo in questa sede) hanno tenuto a sentenziare quanto La Gumina fosse inadeguato, trascurando che in quella partita, assist a parte, ha rincorso gli avversari per 90’, esattamente come faceva un suo predecessore molto più illustre e quotato ovvero Cavani come se questo fosse una cosa da niente. Poi i tre gol contro Novara, Carpi ed Entella hanno cambiato radicalmente la prospettiva rappresentando la risposta migliore a critiche spesso ingenerose.
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Ora, che il ragazzo abbia ancora tanta strada da fare va ovviamente da sé ma appare altrettanto chiaro che chi lo aveva bollato come una “pippa” dovrà sicuramente ricredersi. Bisogna soprattutto ricordarsi, quando si parla di un giocatore che l’unico giudice in grado di emettere sentenze è il campo fino alla prova contraria. Il resto è fuffa.
Redazione