L'INTERVISTA

Imborgia: «Basta chiacchiere, al
Palermo servono soldi veri»

Imborgia: «Basta chiacchiere, al Palermo servono soldi veri»



Il Palermo sta vivendo un momento terribilmente complesso dal punto di vista societario, con il club che rischia di non arrivare a pagare gli stipendi entro il termine ultimo previsto per sabato e la squadra che, inevitabilmente, risente del clima di incertezza e poca prospettiva futura del club rosanero. L'operatore di mercato Antonio Imborgia, palermitano di nascita, intervistato da TuttoMercatoWeb ha parlato del momento del club rosanero e ha dato le sue impressioni sull'attuale proprietà del Palermo:

 

MOMENTO PALERMO
«Come si gestisce questo momento? Non si gestisce... non c’è un modo. Ci vogliono i soldi per pagare gli stipendi e iscriversi al campionato. Poche chiacchiere, serve un compratore che metta soldi freschi e di provenienza certa. Sul campo la squadra sta facendo bene, contro il Foggia al di là del pareggio la partita è stata ben giocata. L’allenatore è bravo, Foschi pure e in questi momenti può dare una mano. Da palermitano fa malissimo... poi non ho mai avuto la possibilità di fare qualcosa per il Palermo. Non penso ai calciatori o all’allenatore: se al Palermo dovesse andare male loro troveranno nuove sistemazioni. Chi poi è davvero penalizzato è l’impiegato, il magazziniere, il tifoso. Quando succedono queste cose si pone l’attenzione sugli addetti ai lavori, anch’io non ho preso soldi al Parma, ma le tragedie sportive sono per gli impiegati e per il tifoso. Lo sfogo di Bellusci ha provocato una risposta importante: la gente deve andare allo stadio, riempire il Barbera e aiutare questa squadra ad arrivare prima con dieci punti di vantaggio».

 

ATTUALE PROPRIETÀ
«Si sono avvicinati tanti personaggi con una provenienza poco chiara. Non dico che sono delinquenti, ma per fare calcio con l’indebitamento del Palermo ci vogliono i soldi veri. I bonifici. Per comprare il Palermo ci vuole un privato o un gruppo con un fatturato a tanti zeri, perché fare calcio comporta spese notevoli. Non voglio fare l’uccello del cattivo augurio, ma da un punto di vista societario non la vedo facile. Questo esula dal piano sportivo perché non è che se la squadra non prende lo stipendio smette di giocare...».


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1 commento

  1. Andrea Rosanero 71 giorni fa

    Non voglio dire che siano delinquenti...., ma è quello che pensa, giustamente

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