«Hera Hora ha progetto serio, il mio ritorno lo dovevo al nonno» - Forza Palermo Calcio Giornale
PARLA LORENZO BARBERA

«Hera Hora ha progetto serio, il
mio ritorno lo dovevo al nonno»

«Hera Hora ha progetto serio, il mio ritorno lo dovevo al nonno»



Il Palermo di nuovo in mano ai palermitani. Dario Mirri, insieme a Rinaldo Sagramola e Tony Di Piazza, ha fondato il gruppo Hera Hora ed è riuscito a vincere il bando diventanto il nuovo presidente rosanero, così come lo fu nel decennio '70-'80 lo zio Renzo Barbera. In tanti sono pronti a scommettere sulla passione del nuovo numero uno del Palermo, su tutti il nipote del "presidentissimo" Lorenzo Barbera, che ha contribuito alla stesura del piano marketing e alla creazione del logo della nuova proprietà. Intervistato da Giuseppe Leone per la Gazzetta dello Sport, il 34enne Lorenzo ha parlato dell'emozione di riavere di nuovo il Palermo "in famiglia" e dei ricordi del nonno Renzo:  

 

«Con Hera Hora non c'è solo passione. C'è un progetto serio con persone capaci per riportare il Palermo al più presto in A. È sbucata qualche lacrima all'assegnazione a Mirri del titolo. Siamo da sempre vicini, è una parentela vissuta, suo papà ha lavorato col mio. E poi abbiamo avuto impegni in settori affini: pubblicità e marketing».

 

RENZO BARBERA
«Quello che più mi ha colpito del nonno è la sua generosità, l'altruismo. Mi insegnò che questo atteggiamento porta benefici prima di tutto a se stessi. Ricordo due cose: il nonno tifava sempre per la squadra più debole. E poi andava in giro, in macchina, a regalare a bambini e tifosi i palloni autografati dai giocatori».

 

NUOVO LOGO

«Tengo a precisare che il mio approccio nella creazione del logo è stato strategico. C'era la volontà di fare un logo più contemporaneo, in cui si vedesse l'aquila ma che venisse fuori anche la "P". La mano poi è quella di Danilo Li Muli. E' chiaro, però, che ho sentito una doppia responsabilità, perché questo logo viene dopo quello realizzato da lui. Mi ha trasmesso la gioia di vivere, l'importanza della bellezza e questo lo riporto nel mio lavoro».

 

DARIO MIRRI

«Mi ha chiamato quando si è cominciato a capire che la situazione stava precipitando. Dario è veramente un tifoso del Palermo e, quando mi ha avvicinato, mi ha trasmesso le idee di passione e sacrificio, sono bastate due parole e uno sguardo per capire che dovevo partecipare a un progetto che va al di là di tutto, perché tocca corde emozionali uniche. Il coinvolgimento probabilmente ci sarà nel marketing e quindi nelle strategie, i campi nei quali ho studiato e ho lavorato in giro per il mondo».

 

RISALITA
«Sarò uno di quelli sempre grati a Zamparini per il passato, ma i tifosi devono vivere nel presente e da tifoso ho sofferto troppo negli ultimi anni. La Serie D fa male, ma è meglio che trovarsi in circostanze losche in A o in B. Il percorso è in salita, ma c'è grande volontà di riportare il Palermo in A nel più breve tempo possibile. Se mio nonno fosse ancora vivo che consiglio darebbe a Mirri? Di mettersi sempre nei panni di chi ha il Palermo nel cuore in ogni cosa che farà, che non significa non usare la testa. Significa mettere alla base di tutto la passione».






2 commenti

  1. Ipse dixit 19 giorni fa

    “Il nonno tifava sempre per la squadra più debole.”

  2. Maluchiffari 19 giorni fa

    Dario Mirri sempre abbonato in gradinata e Lorenzo Barbera sempre grato a Zamparini. Saranno anche loro degli utili idioti e complici del re dei malfattori? La parola agli hater di euroballs.

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