NUMERO UNO

Grazie, Gigi Buffon

Grazie, Gigi Buffon



Grazie, Gigi Buffon.

Perché il portiere è solo, da sempre e per sempre, e non ha mai avuto compagni di reparto: tra i due pali c’è lui, tra la palla calciata dagli avversari e la rete c’è lui, tra un pareggio discreto e una sconfitta imbarazzante c’è sempre lui.

Solo ed in lacrime, come ai microfoni Rai dopo la più grande delusione della sua carriera

 

Grazie, Gigi Buffon.

Perché nella solitudine del numero 1 hai sempre trovato la voce e le parole che rendessero l’accozzaglia gruppo, il pivello uomo, la paura coraggio, la sconfitta occasione. Sempre presente, anche quando la vergogna si è fatta lacrime e con gli occhi gonfi, semichiusi, hai chiesto scusa ad un Paese intero.

 

Grazie, Gigi Buffon.

Al di là dell'appartenenza ad un club o ad una fede, al di là delle chiacchiere da bar sport, oltre le accuse e le illazioni. Perché per ogni tifoso azzurro sei stato patrimonio e ricchezza imperdibile, vanto e medaglia da appuntare al petto: Buffon ce l’abbiamo noi, soltanto noi.

 

Grazie, Gigi Buffon.

Per le parate mirabolanti, per i gesti tecnici che a volte davvero non parevano appartenere alle leggi fisiche di questa Terra. E per gli errori, anche quelli imperdonabili, anche quelli decisivi: perché senza errore non c’è crescita.

E Buffon dai suoi sbagli ha imparato. E ciò che ha imparato lo ha insegnato ai più giovani che magari, un giorno, dentro lo spogliatoio parleranno alle nuovissime leve della lezione ventennale tenuta dal numero uno dei numeri uno.


 

Non difenderà la porta azzurra in quello che sarebbe stato il suo sesto Mondiale, un record assoluto che resterà ancora lì, in attesa di un altro veterano.

La sua storia con la Nazionale Italiana è finita ieri, con le ultime parole dopo l’ultima presenza con la maglia del tricolore: parole discrete, posate, eleganti seppur bagnate da lacrime di estrema delusione.

Ma poco importa: una storia come quella di Gigi in azzurro non ha bisogno di lieto fine.

 

Grazie, Gigi Buffon.

 





3 commenti

  1. siracusarosanero 6 giorni fa

    finalmente ci siamo de-mondializzati... era ora viva la libertà!

  2. Claudio P. 7 giorni fa

    Concordo manuel, Bell articolo

  3. Persona 7 giorni fa

    E il "boia chi molla"'? E le scommesse? E la frase "Meglio due feriti che un morto, è chiaro che le partite sono fatte per essere vinte, però ogni tanto si fanno i conti"? E il famoso gol-non gol di Muntari? E quello "strano" feeling poco calcistico con la curva laziale? A prescindere dalla retorica che gronda da questo articolo, esercitiamo la memoria e raccontiamo anche il resto del signor Buffon, futuro leader politico.

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