SAGRAMOLA

«FRA DUE MESI POTREBBERO
ESSERCI NOVITÀ IN SOCIETÀ»

«FRA DUE MESI POTREBBERO ESSERCI NOVITÀ IN SOCIETÀ»



Torna a parlare Rinaldo Sagramola.

L’amministratore delegato del Palermo Rinaldo Sagramola, intervenuto a “Siamo Aquile” su TRM, ha parlato delle voci di mercato che vedono protagonista Lorenzo Lucca e tanto altro:

 

«Sono rimasto sorpreso anch’io delle voci su Lucca in questo periodo. Non sono stati presi accordi con nessuno. Ci sono stati interessamenti da parte più club, tranne il Genoa (ride, ndr). La cosa che sorprende è che escano in un periodo molto delicato della stagione. L’unico risultato che possono avere queste notizie è quello di disturbare l’atleta e creare inutili tensioni in un gruppo che si accinge a vivere il momento più significativo della stagione».

 

FUTURO DI LUCCA

«Quante possibilità di rivedere Lucca al Palermo la prossima stagione? Io non sono in grado di poterlo dire, perché molto dipende anche dalla volontà degli interessati e dei calciatori. Tutti noi abbiamo delle ambizioni e non possiamo arrabbiarci se ne hanno anche altri. Non esistono giocatori che cominciato la carriera senza avere l’ambizione di giocare la Champions League ad esempio. Io con il ragazzo non ho parlato, ma non mi meraviglierei se un domani mi venisse a dire che c’è una squadra di Serie A che lo vorrebbe e tu non potresti mai tarpargli le ali e impedirgli una crescita professionale. È nella natura umana. L’ambizione fa crescere le persone».

 

FILIPPI E NUOVO ALLENATORE

«Addio di Filippi e ricerca nuovo allenatore? Inammissibile e inaccettabile che in un momento delicato come questo ci si possa lasciare ad ipotesi di questo tipo. Vorrei che i tifosi aprissero gli occhi e imparassero e facessero uno sforzo e a ragionare con attenzione con spirito critico quando leggono lo scritto e sentono parlare altri soggetti. Se uno fa il giornalista di mestiere, deve sempre verificare l’attendibilità delle fonti. Nessuno ha chiamato me o il Presidente Mirri per avere conferma di queste voci e quindi c’è da mettere in dubbio la professionalità di chi. Mi chiedo poi se sono tifosi quelli che rilanciano queste voci. Direi di no, perché un vero tifoso in un momento così delicato si rifiuterebbe di mettere in discussione le due figure apicali della struttura organizzativa ovvero l’allenatore della propria squadra e il responsabile dell’area tecnica. Quant’anche fosse vero, un tifoso non lo scriverebbe. Alla vigilia di partite delicate non andrebbe a destabilizzare l’equilibrio del gruppo. Se sei giornalista dovresti chiamarmi per sapere se ciò è vero».

 

FUTURO SOCIETARIO

«Ferrero sta dimostrando di essere un ottimo dirigente, però c’è un regolamento che oggi più di ieri impedisce le multiproprietà a parenti e affini fino al 4° grado. La gente parla senza sapere. Leggo di deroghe, ma non esistono. L’unica deroga era quella di prendere una squadra dai dilettanti e farla crescere. La regola in passato prevedeva che si potevano avere due squadre purché disputassero campionati diversi. Chi continua a parlare di questa deroga o ipotizza cose strane, tipo illegittime, o non saprei di cosa parlare. Nel caso Ferrero vendesse la Sampdoria allora potrebbe bussare alla porta di Mirri e Di Piazza ed eventualmente trattare. Chi ripete ancora questa cosa cerca di destabilizzare».

 

GARANZIE

«Questa società non ha un euro di debito. Io non conosco tutti i bilanci delle altre squadre professionistiche e dunque mi scuso, ma difficile esistano società più trasparenti di noi. Tutto quello che si è fatto, si fa e si faranno è grazie agli sforzi degli azionisti. Ciò è una delle migliori garanzie che si possono dare ai tifosi che negli ultimi anni hanno vissuto le difficoltà legate ai debiti che si erano accumulati negli anni o le difficoltà di realtà che stanno vivendo le società corregionali a causa di situazioni pregresse piuttosto complesse da gestire».

 

PLAY-OFF

«Cercheremo di esprimerci al meglio. Certo, la fortuna non ci sta aiutando perché c’è ancora l’incertezza del recupero di Lucca e degli altri infortuni. Oggi si è aggiunto anche quello di Odjer di natura muscolare che non si risolverà da qui ai prossimi giorni. Nonostante ciò la squadra proverà ad esprimersi al meglio delle sue possibilità. La squadra è di difficile lettura. Siamo stati protagonisti di prestazioni altalenanti. Poche esaltanti e molte anonime. Un rendimento che è dipeso dagli stimoli che la squadra potesse avere dagli avversari che incontrava in quel momento. Spero che ai play-off di stimoli ce ne siano a sufficienza per far esprimere al meglio il potenziale di tutti».

 

DISPONIBILITA’ ECONOMICA PER ALLESTIRE LA SQUADRA

«Bisogna prima vedere come si risolve la questione societaria. C’è una situazione in via di definizione e bisogna capire quale sarà il quadro da qui a due mesi, quindi è prematuro parlarne».

 

SFIDUCIA DELLA TIFOSERIA

«Perché abbiamo scritto nel bando il traguardo dei tre anni in A? Quella proposta è stata depositata a luglio 2019. Ad agosto 2020, quando presentai l’allenatore, parlai di un progetto biennale. Era cambiato il mondo, non so ancora in quanti non se ne siano resi conto. Da luglio 2019 ad agosto 2020 era cambiato il mondo. Eravamo usciti dal lockdown e veniamo da una crisi sanitaria ed economica dalla quale ancora non siamo usciti. Sarebbero stato sciocco, miope, non adattare i programmi alla realtà. Fin dall’inizio siamo stati accompagnati dai dubbi sulla qualità della rosa, sugli investimenti o sulle promesse».

 

STAMPA

«Non siamo mai stati chiamati. Ho ricevuto solo una chiamata da un giornalista per chiedere una spiegazione, l’interpretazione, l’opinione nostra del momento. Non mi è mai capitato di confrontarmi con una stampa, con dei giornalisti che seguono le vicende della squadra della città così prevenuti. Ho sempre visto giudizi tendenti alla depressione anziché all’alimentazione dell’entusiasmo».

 

DICHIARAZIONI DI EX DIRIGENTI E ALLENATORI

«Chi è fuori cerca sempre di entrare nel castello e mettere in discussione le capacità- e le qualità di chi c’è dentro. Sfido chiunque a leggere una mia dichiarazione sulle situazioni che riguardano le altre società per cui ho lavorato. Io quando sono andato via da Palermo, dopo la Serie A e le Coppe europee, mi sarei potuto divertire dicendo la mia. Ma non l’ho mai fatto. È una questione di stile e di educazione che evidentemente a molti mancano».





4 commenti

  1. giovanni rosanero 7 giorni fa

    Il solito simpaticone.....

  2. Smirriatu 7 giorni fa

    HSarebbe Hora che smammassi ...

  3. Nuova società o seconda squadra 8 giorni fa

    Ben venga Ferrero.

  4. noitifosidelpalermo.jimdo 8 giorni fa

    Sagramola deve capire che i tifosi non accetteranno un altro campionato fallimentare come quello di questa stagione. Servono investimenti e competenza per andare in serie B, questa società è in grado di farcela?

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