Caso Frosinone, le motivazioni del Collegio di Garanzia
Frosinone-Palermo, ecco la verità. Il Collegio di Garanzia del CONI, in data odierna, ha reso note le motivazioni che hanno portato al rinvio a giudizio delle sanzioni inflitte al club ciociaro dopo i fatti avvenuti durante la finale di ritorno dei play-off.
Il Palermo ha fatto forza, in sede processuale, sin dall'inizio sull'inadeguatezza della pena inflitta al Frosinone e sulla mancata afflittività della stessa, con la sanzione che si sarebbe dovuta applicare nella stagione di Serie B in cui sono avvenuti i fatti, chiedendo di conseguenza la mancata omologazione del risultato, lo 0-3 a tavolino o, in subordine, il rematch. Inoltre i legali del club rosanero hanno chiesto, nel ricorso, anche l'acquisizione delle immagini video dei fatti incriminati ritenendoli necessari per la valutazione della condotta del club gialloblù.
Il Collegio di Garanzia, nel comunicato, ha confermato la contraddittorietà fra quanto affermato in sede processuale e la pena inflitta al Frosinone e «dinanzi ad un quadro così evidente, riconosce la tenuità dei fatti, irrogando una sanzione non congruente ad avviso del Collegio», facendo leva anche sul fatto che, vista l'importanza della partita, «il rigore sanzionatorio doveva e deve essere ancor più stringente». Tuttavia il Collegio ha anche affermato che «le sanzioni da applicare non possono essere infitte su situazioni già cristallizzate, ma debbono essere scontate ed inflitte nella stagione corrente», vale a dire che ci sarà un inasprimento della pena per il club ciociaro ma le sanzioni verranno comunque comminate nella stagione corrente, escludendo definitivamente le possibilità di vittoria a tavolino e di non omologazione del risultato.
Ci si aspetta quindi una multa decisamente più cospicua e un aumento delle giornate di squalifica dello stadio "Benito Stirpe" di Frosinone, e al Palermo rimane in bocca il sapore di una vera e propria beffa.
Redazione