NAZIONALE

Figure da cioccolatai

Figure da cioccolatai



 

 

La prima partita ufficiale del nuovo corso azzurro di Roberto Mancini contro la Polonia finisce 1-1: un risultato che addolcisce ma non migliora l’assunto impietoso del campo. Dire che al “Dall’Ara” l’Italia abbia giocato male è quasi un complimento, vista la pochezza dello spettacolo.

 

Per la prima gara nella Nations League (competizione dal formato contorto che probabilmente, come tutti gli elementi di rottura, impareremo ad apprezzare col tempo) il c.t. della nazionale opta per il 4-3-3 con le ali schierate “a piedi invertiti”, un acciaccato Balotelli come terminale offensivo e il terzetto Gagliardini-Jorginho-Pellegrini in mezzo per un centrocampo che nelle intenzioni dovrebbe garantire rispettivamente forza, qualità e dinamismo. Le alchimie provate dal tecnico jesino, sul terreno di gioco, si rivelano totalmente sballate.

 

Fallimenti e tribunali: la lunga estate della Serie B

 

L’Italia prova a uscire dal suo spartito tradizionale, cercando di imporre il gioco ma manca sia l’attitudine che la qualità necessaria per poterlo fare. I risultati sono modesti e la nazionale polacca, dotata di qualche individualità e di un buon collettivo che basa tutto sul contrastare e ripartire, sorride e ringrazia. Donnarumma, chiamato a raccogliere il pesante testimone di Buffon, si supera a tu per tu con Zielinski a inizio gara e risponde bene a Krychowiak, ma nulla può quando al 40’ dopo che Jorginho ha perso l’ennesimo pallone perso dal centrocampo italiano, ancora Zielinski, su imbeccata dalla sinistra di Lewandowski, taglia in due la difesa trovando il malpertugio.

 

Nella prima parte della ripresa Mancini getta subito nella mischia Bonaventura al posto di un’evanescente Pellegrini e toglie un Balotelli sottotono per Belotti. Dopo i cambi l’intensità degli azzurri aumenta ma senza particolare costrutto: eccezion fatta per Bernardeschi, manca proprio la qualità nelle giocate. In particolare gli azzurri molta fatica a sinistra con la catena Biraghi-Insigne protagonista di una prestazione per cui trovare un aggettivo risulta avvilente.

 

Per sperare in qualcosa di positivo ci vuole un atto di fede e da buon italiano Mancini va a cercare Dio in Chiesa, schierato al posto di un Insigne (pomo della discordia ai tempi della gestione Ventura, che dal suo buen retiro si starà fregando le mani) che conferma il suo impaccio con la maglia azzurra: la nazionale non è né il Pescara di Zeman né tantomeno il Napoli di Sarri. A differenza di Insigne il giovane esterno della Fiorentina, unica nota positiva del match, è letteralmente indiavolato: le sue progressioni mettono a ferro e fuoco la retroguardia polacca e al 75’ Blaszcykowski non può fare altro che abbatterlo. Dal dischetto Jorginho si fa perdonare, con un ricamino a punto croce degno di ogni nonna che si rispetti, la pallaccia persa da cui è nato il gol di Zielinski. Se gli altri azzurri avessero messo lo stesso impegno del figlio di Enrico, la storia sarebbe stata diversa e di netto.

 

Struna è pronto Flop Nestorovski

 

Entrambe le squadre nel finale si allungano per cercare il colpo del knock out senza però riuscire a trovare l’affondo vincente e le uniche cose spaventose fatte vedere dall’Italia si rintracciano nei cross di Biraghi talmente inquietanti che al confronto i romanzi di Stephen King sembrano delle puntate di Pingu. Per come si era messa la partita è un punto che vale se non oro quantomeno bronzo, ma al netto di ciò non c’è nulla da salvare né sotto il profilo del gioco (tradizionalmente mai fiore all’occhiello del calcio italico e difficile da imporre con questa base) né tantomeno sotto il profilo dell’atteggiamento. Per quanto vero che la prima partita faccia testo il giusto, una cosa è comunque certa: se lunedì sera a Lisbona si replica quanto visto a Bologna, si dovrà fare l’ennesimo upgrade del decennio alla voce “figure da cioccolatai”.






Lascia un commento

I commenti vengono moderati, letti e seguiti post pubblicazione e non a monte. Il materiale o contenuto proposto deve essere conforme con la discussione e la civile relazione tra utenti. La mail non sarà pubblicata. *