PROVVEDIMENTI

Razzismo, stop al secondo
richiamo. FIGC vara nuove regole

Razzismo, stop al secondo richiamo. La FIGC vara nuove regole



Una battaglia che va avanti da tempo e che finalmente ieri ha visto un passo avanti da parte della FIGC.

 

Dopo i cori razzisti al giocatore del Napoli Koulibaly in occasione di Inter-Napoli, la FIGC è corsa ai ripari per cercare una soluzione ad una situazione che purtroppo va avanti da anni.

 

Durante il Consiglio Federale di ieri è stato approvato all’unanimità la modifica dell’articolo 62 delle Norme Organizzative Interne: non ci saranno più tre avvertimenti prima di sospendere una partita, bensì due.

 

Al prossimo coro o striscione razzista, l’arbitro, su segnalazione del responsabile dell’ordine pubblico, ordinerà alle squadre di interrompere il gioco e le radunerà al centro del campo mentre lo speaker dello stadio darà il primo avvertimento al pubblico. È un deterrente e servirà a capire se e quanto i tifosi per bene sapranno emarginare le mele marce.

Al secondo episodio scatterà l’ultimatum attraverso una scena fortemente simbolica: le squadre torneranno negli spogliatoi. A quel punto si deciderà se continuare la partita o farla finire lì. «Lo stadio intero avrà l’opportunità per prendere le distanze da chi discrimina – è il commento del presidente FIGC Gravina – sarà un'attenuante per le società e per i tifosi».

 

Resta netta la distinzione tra discriminazione razziale e territoriale; i provvedimenti presi dal Consiglio Federale si concentrano sul primo caso.

 

Tra le altre decisioni prese dal Consiglio Federale, oltre la modifica del format di Serie B, anche quella di voler inasprire il DASPO. A tal proposito, il Presidente della FIGC Gravina ha così dichiarato: «Quello che è accaduto a Inter-Napoli è inammissibile. Ho chiesto a Salvini di obbligare le persone sotto procedimento (6 mila in Italia, ndr) a essere controllate dai servizi sociali da due ore prima a due ore dopo gli incontri».

 

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