AI NOSTRI MICROFONI II

Favo: «Sabato partita speciale.
Palermo imprevedibile»

Favo: «Sabato partita speciale. Palermo imprevedibile»



Continua la nostra chiacchierata con Massimiliano Favo.

«Il calcio è sempre lo stesso - dice - il livello è cambiato e anche l’approccio ambientale. Soprattutto la Serie C - senza voler sminuire il campionato di ora - era diversa: c’era una qualità totalmente superiore a quella attuale. Prima di tutto non c’era la normativa attuale che obbliga le società ad impiegare un numero minimo di under, l’ambiente nelle diverse città era diverso: andare a giocare in certe piazze rappresentava qualcosa davvero di pesante, difficile”. Principalmente l’attuale stagione non è e non sarà mai come le altre: “Questo campionato non è paragonabile a nessun altro. Il Covid ha cambiato tutto; giocare senza pubblico è tutta un’altra storia, ora sembrano delle partite “amichevoli”. Non c’è il fattore ambientale che può fare la differenza soprattutto in un torneo come la C. Nella fattispecie chi ha giocato alla Favorita conosce l’importanza di essere trascinati dal pubblico palermitano. Però in questo periodo storico bisogna fare di necessità virtù».

 

Il suo Palermo è riuscito nell’impresa di centrare la promozione dopo una rocambolesca retrocessione, ma non sempre è facile rispettare le aspettative: «Questo Palermo viene dal fallimento della presidenza di Maurizio Zamparini che comunque ha portato i colori rosanero in Serie A. La proprietà attuale è palermitana e ha iniziato lo scorso anno con la promozione dalla Serie D. Una vittoria particolare, frenata dalla pandemia che ha evitato qualsiasi festeggiamento. Quest’anno - dice Favo - la squadra ha iniziato con tante aspettative nonostante fosse una matricola per la Terza Serie. Purtroppo la squadra non sta rendendo e ora si ritrova a fare i conti anche con una critica feroce: a Palermo non si può lottare per un quinto posto in Serie C. Per chi non ha certe caratteristiche caratteriali diventa difficile giocare a Palermo».

 

Da Palermo a Viterbo dove l’ex centrocampista ha vissuto una seconda giovinezza calcistica: «Ero un vecchietto - ricorda il tecnico - quando sono arrivato a Viterbo, ho finito lì la carriera. La prima stagione ci siamo salvati con una giornata di anticipo. L’anno successivo, con la base di quel gruppo e grazie ad innesti di qualità, siamo riusciti a disputare un campionato strepitoso. Nella finale play off di ritorno a Crotone entrai nel secondo tempo a risultato già acquisito per i nostri avversari, peccato per quella sconfitta.

Nonostante l’epilogo negativo a Viterbo abbiamo fatto la storia: arrivare così vicini alla Serie B, aver portato anche sei mila spettatori allo stadio per una cittadina come quella laziale è stato sicuramente un risultato incredibile. Già in quel campionato il livello di qualità era diminuito rispetto agli anni precedenti, anche se la Serie C è rimasto un campionato importante”. Dopo la fine della carriera da calciatore e una breve parentesi da tecnico a Giulianova, Favo esordisce in panchina proprio con la Viterbese, regalandosi la prima gioia: “Successivamente sono stato richiamato in veste di allenatore. Da gennaio del primo anno abbiamo fatto una risalita incredibile vincendo i play off del girone di Serie D e arrivando fino alle eliminatorie nazionali. Poi la società fu ripescata ma, a causa di una fideiussione di seicento mila euro da pagare, non fu ritenuto opportuno ottemperare. Sono rimasto un altro anno però con un impianto tecnico totalmente inferiore. Sono stati quattro anni della mia carriera importanti che mi fanno ricordare la cittadina laziale con tanto affetto».

 

Il presente incalza e sabato mette di fronte proprio Palermo e Viterbese una partita imprevedibile: «Il Palermo non sai mai che risultato può fare. È una squadra di valore, con giovani interessanti e calciatori di esperienza importanti: questa squadra può sempre vincere o perdere. Ricordo - racconta l’ex rosanero - il pari di Catanzaro in nove, il derby contro il Catania: un gruppo che nelle difficoltà si esalta. Mentre la Viterbese ha avuto dei risultati interessanti, facendo un bel salto in classifica. Quindi una partita in cui sarà il Palermo ad avere maggiormente da perdere e questo darà più tranquillità ai laziali. Ciò detto la Viterbese è nel limbo: da una parte può aspirare ai play off ma dall’altra deve guardarsi dalla parte pericolante della classifica».

In conclusione non può mancare un pensiero per il suo Palermo: «La città mi ha dato tantissimo: lì ho lasciato un pezzo di cuore, più di Viterbo. Sarà un match particolare per me, che include una parte della mia vita perché sono nove anni (cinque in Sicilia e quattro nel Lazio) della mia carriera. Quindi saranno novanta minuti che non mi potranno lasciare indifferente».


 

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