Ennesimo countdown dicembre: non si accettano più teatrini

Si riparte dall’annuncio, a cui probabilmente seguiranno silenzi e frasi fatte, riservatezze, colpi di scena. Oppure no?

Ennesimo countdown dicembre: non si accettano più teatrini

Un giro lungo, lunghissimo, quasi infinito. Tra foto con sorrisi soddisfatti e penne in pugno, dichiarazioni d’amore fraterno, complicità in bella mostra e tutti gli aspetti dolci e d’intesa che possono venire a galla da una trattativa. Caratteristiche che alimentavano, giorno dopo giorno, l’ottimismo di tanti palermitani rosanero - non gli illusi, ma quelli che ci sperano davvero - che a sentire le belle parole dei protagonisti si fiondavano frettolosamente in argomentazioni futuristiche: dove va fatto il nuovo stadio, come va pensato il nuovo centro sportivo, che squadra allestire con i nuovi soldi. Quasi sempre con il new language del business - che è già una supercazzola - importato a Palermo in quei quattro mesi.

E alla fine branding, overlapping, merchandising eccetera eccetera sono rimaste parole affascinanti (?) e di “nuovo” non s’è visto proprio niente. Soltanto la frenesia dell’annuncio.

Nuntio vobis gaudium magnum: è quasi fatta, ci siamo quasi, siamo quasi ai dettagli.

E come in tutte le precedenti euforie per “l’acquirente, quello giusto”, non è cambiato niente.

 

VIDEO - ZAMPARINI SUL CASO NAZIONALI: ORA MI PREOCCUPA MENO, MA...

 

Adesso si ricomincia. C’è la data. Anzi, il riferimento temporale: a dicembre (abbiamo attivato un countdown, l'ennesimo, che terminerà il 15 dicembre) il proprietario del Palermo, Maurizio Zamparini, cederà la società rosanero a Frank Cascio.

E la ruota riprende a girare. Non è un deja vu, nessun cortocircuito cerebrale.

Si riparte dall’annuncio, a cui probabilmente seguiranno silenzi e frasi fatte, concetti astratti, riservatezze su riservatezze, colpi di scena, millemila “quasi”, e ancora silenzi e frasi fatte e così via.

Oppure no?

Certamente non potranno deciderlo i tifosi del Palermo, già feriti dalle speranze troncate nel luglio scorso, diffidenti come l’innamorato che tanto è stato sedotto per poi essere abbandonato. Non è più accettabile il siparietto montato e smontato in primavera. Non è più sostenibile il mistero prolungato. Serve chiarezza nell’immediato, non solo nei progetti futuri, che sono e restano idee senza firme e trasferimenti di denaro.

 

ZAMPARINI A PALERMO: «A DICEMBRE CEDO A CASCIO»

 

Se l’annuncio dell’ex presidente Zamparini sia stato frettoloso, lo scopriremo con tutta probabilità già nelle prossime ore. Cascio e i suoi soci, che finora hanno mantenuto il massimo riserbo sui tempi della trattativa, dovranno fare un passo avanti e spiegare le parole del patron rosanero.

Non è auspicabile - ma da mettere in preventivo - un silenzio prolungato: la pietra è stata lanciata e qualcuno dovrà raccoglierla.

Ci sono anche i dettagli: piano quinquiennale, 100 milioni, “mica 10-20” (ogni riferimento è puramente casuale) e un ruolo da consulente per il patron.

 

Sarà realtà o sfrenato ottimismo? Intanto, chi paga le conseguenze dell’attesa è la tifoseria e, di riflesso, la squadra che chiede sostegno.

Per qualcuno, i più arrabbiati, il cambio in società rappresenta una vera liberazione: la Sicilia è sempre là; gli americani, questa volta, arriveranno?