EX ROSA

Di Gaudio: «A 17 anni il Palermo
mi ha consigliato di smettere»

Di Gaudio: «A 17 anni il Palermo mi ha consigliato di smettere»



Capita tante volte di trovare ex dal dente avvelenato che ricordano le brutte esperienze con squadra del proprio passato, ma se è la squadra della tua città natale a farti male il dolore è ancora più grande. Parola di Antonio Di Gaudio, ala palermitana classe '89 adesso in forza al Parma, che in un'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport ha parlato del passato nella sua Palermo, della delusione per essere stato scartato dal club rosanero e della sua rinascita in Emilia-Romagna:

 

«Sono nato a Borgonuovo, in mezzo a quattro quartieri, in una periferia non tanto bella, nelle case della Posta. Lì mi conoscono tutti. Mister Salvatore Zammitti, oggi al Palermo, è il padre che non ho mai avuto. Giocavo per strada, mi ha visto ed è stato una guida per me. Ha scoperto tanti talenti, è un fenomeno».

 

ADDIO

«Dal Ribolla passai al Palermo, giocavo poco, non ho mai ca­pito i motivi, mi davano spiegazioni strane. Poi, prima di andare in ritiro con la Primave­ra, mi hanno detto che era me­glio se smettevo. Avevo 17 an­ni, mi hanno ammazzato, ho pianto come quando è morta mia nonna. Mi avevano voluto a tutti i costi. Incredibile. Tifoso del Palermo? Come no. Scavalcavo al Bar­bera con mio fratello, eravamo matti. Tifavo per Cappioli e La Grotteria. Ma dopo essere sta­to scartato, basta».

 

AVVERSARIO

«Palermo è la mia cit­tà, ci abitano i miei cari, ma quando ci gioco contro…L’anno scorso ho vinto col Par­ma. Non vedo l’ora: certo, mi serviranno un po’ di accrediti… Ma ancora c’è tempo. Dormivo negli spogliatoio di Castelfranco Emilia? No, è una bufala. Mi hanno dato una casa bellissima. Vole­vo andar via a tutti i costi da Palermo e grazie agli agganci di Zammitti sono partito due giorni dopo la bocciatura del Palermo. E mi ero appena fi­danzato con Maria».







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