Coronavirus e stop della Serie D: Cottone a FP
Parola a Domenico Cottone. Il presidente del Marsala, intervistato in esclusiva dalla nostra redazione, ha parlato della decisione presa dalla LND di sospendere il campionato fino ad aprile per arginare l'emergenza Coronavirus:
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«Sospendere il campionato? È stato giusto ma il problema è quando si riprenderà. L'economia è bloccata, siamo sempre aziende. Capisco che in Serie A ci siano società che falliscono, ma devono pensare anche a noi. Noi non abbiamo mandato nessuno a casa per evitare contatti, ma una volta che il campionato è rinviato non li puoi tenere bloccati un mese, massimo una settimana. Si parlava di ritornare a giocare il 15 a porte chiuse, ma adesso non li puoi controllare più.».
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PREOCCUPAZIONE
«Per questo coprifuoco bloccano l'economia, una situazione preoccupante. Gli arbitri sono di fuori e quindi sarebbe diventato un problema, se noi troviamo un giocatore contagiato è un problema. Hanno aspettato nuove novità. Abbiamo giocato a porte chiuse, ma il problema sono le prossime partite. L'unica soluzione è il vaccino da qui al 3 aprile e che dunque eviti la diffusione del contagio. In questo caso i ragazzi li dobbiamo lasciare liberi. Noi li possiamo controllare, ma anche questo non è sicuro dato che il virus potrebbe manifestarsi dopo. Anche al giocatore stesso non posso dire che non può vedere il fratello di Alessandria. Alcuni non ci pensano e non ci riflettono e spesso non dicono che sono stati magari fuori o che hanno incontrato qualcuno di fuori».
FORZAPALERMO LIVE - CORONAVIRUS, LA SERIE D SI FERMA
STOP DEFINITIVO
«Io da imprenditore sono preoccupato. È giusto fermarsi, ma ora la paura è maggiore, mia moglie ad esempio è preoccupata. Non capisco però perché ad esempio non venga bloccato il basket. Ora con il blocco del campionato si deve recuperare un mese più play-off e Play-out. È un serio problema, speriamo bene. Fermare il campionato in via definitiva? Una cosa assurda perché non puoi decidere adesso con sette partite che mancano. Io non ho mai vissuto e visto una cosa del genere. Io penso a quelle società che hanno investito per salire e non può pensare di essere promosso senza 7 partite. Le partite che mancano sono tantissime. Ma penso prima alla salute dei giocatori. Se un giocatore dovesse essere contagiato, rimarrebbe a casa e perderemmo un giocatore».
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