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Chi se ne frega è uno stronzo

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Ogni giorno, da settimane ormai, si attende con ansia il momento in cui la Protezione civile, per mezzo dei canali della Regione, rende noto il bollettino con il quadro riepilogativo dei casi in Sicilia di Sars-Cov2, il nuovo Coronavirus che ha messo in ginocchio l’intero Paese.

 

Quotidianamente si aspetta con apprensione di sapere se la curva del contagio sia in salita e di quanto, o se invece si possa iniziare a immaginare, se non intravedere una luce in fondo al tunnel.

 

Insomma l’emergenza Covid-19, come un’ombra che non ha confini, ha inghiottito tutto il resto. L’interesse oggi è uno ed è comune a tutta la popolazione: frenare al più presto il contagio, innanzitutto per fermare la malattia che nei soggetti più deboli porta alla morte, poi per tornare alla vita di prima, al lavoro, al tempo libero. Per ritrovare la normalità.

 

Eppure, dopo giorni, ormai settimane, di tanta sensibilizzazione perché sia chiaro che l’unica arma in mano ai cittadini è l’isolamento, il distanziamento sociale, ancora oggi ad un obiettivo unico non segue la stessa solerzia, lo stesso senso di responsabilità di tutta la popolazione. 

 

Qualcuno sottovaluta, qualcuno se ne frega, qualcuno si fa furbo: sottovalutazione, menefreghismo e furbizia, però, proprio oggi, mentre gli esperti valutano come vicina la fine dell’incubo, non fanno che dilatare i tempi, rendere ancora più duro, rischioso, difficile il lavoro di chi oggi sta in prima linea, dai medici, agli infermieri, alle forze dell’ordine; la strafottenza oggi è benzina sul fuoco che sta bruciando i risparmi di tutti coloro che non lavorano, che sta creando una voragine nei conti pubblici, che sta alzando la temperatura dell’allarme sociale di cui tutti siamo testimoni e troppi, purtroppo, protagonisti.






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