CORRIERE DELLA SERA

Coronavirus, l'ombra sui Giochi
Militari di Wuhan

Coronavirus, l'ombra sui Giochi Militari di Wuhan



Si infittisce l’ombra sui Giochi Mondiali Militari. Infatti la settima edizione si è svolta dal 18 al 27 ottobre scorsi con dieci mila atleti di centodieci nazioni che si sono misurati in 28 discipline sportive.

La sede dei Giochi è stata Wuhan, la metropoli cinese della provincia di Hubei autentico epicentro del Coronavirus.

L’immensa concentrazione di atleti e personale di supporto nella città, l’assoluta mancanza di misure di prevenzione del contagio e il ritorno senza quarantena degli atleti nelle loro nazioni inizia ad essere pensato come un motivo di diffusione del virus nel mondo.

 

In questi giorni - come riportato da Il Corriere della Sera - si palesano testimonianze di atleti presenti in Cina che al ritorno in Europa hanno manifestato febbre alta e pesanti problemi respiratori. Se le positività fossero confermate si tratterebbe dei primi casi in assoluto nel Vecchio Continente.

Attualmente le autorità militari dei Paesi interessati non parlano delle testimonianze tranne la Svezia che, nella mattinata di giovedì, avrebbe notificato due casi di coronavirus tra i suoi atleti.

 

Il caso eclatante è quello di Maatje Benassi che a Wuhan ha gareggiato nella prova di ciclismo su strada. Da settimane Benassi vive blindata nella sua casa in Virginia, subendo centinaia di minacce di morte. Secondo un gruppo di complottisti che hanno largo seguito sul web, Maatje sarebbe la «paziente 0» che ha portato il virus negli Usa, grazie all’assoluta assenza di controlli del governo statunitense che avrebbe «coperto» il caso per attribuire le colpe alla comunità cinese.

 

Inoltre, in Francia, secondo un’inchiesta del quotidiano L’Équipe minimo due atleti del pentathlon moderno appartenenti alla rappresentativa nazionale, Elodie Clouvel e Valentin Belaud avrebbero avuto seri problemi respiratori che, nelle settimane successive, un medico militare avrebbe diagnosticato come «evidenti sintomi di Coronavirus». Il ministero della Difesa francese ha imposto ai due di non esprimersi sulla vicenda.

 

Infine, sul fronte italiano, la Gazzetta dello Sport giovedì ha riportato la testimonianza di Matteo Tagliariol «Febbre altissima, sentivo che non respiravo», ha dichiarato l’atleta.


 

 

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