IL COMUNICATO

A Parma grande soddisfazione:
«Fieri della nostra società»

A Parma grande soddisfazione: «Fieri della nostra società»



 

Il Parma accoglie con soddisfazione la sentenza della Corte d'Appello che ieri ha azzerato la penalizzazione di 5 punti inflitta in primo grado per il caso whatsapp, che ha visto coinvolto il calciatore gialloblù Emanuele Calaiò in quanto mittente degli sms diretti al collega Filippo De Col alla vigilia del match tra Spezia e Parma.

 

Il Parma Calcio 1913 prende atto con soddisfazione della sentenza con la quale la Corte d’Appello Federale ha sancito l’estraneità totale della società ai fatti contestati, cancellando nella sua interezza la penalizzazione inflitta in primo grado - si legge nel comunicato ufficiale dei ducali.

Fin dall’inizio abbiamo seguito con totale fiducia negli organi giudicanti una vicenda che mediaticamente ha danneggiato enormemente l’immagine del club. Per questo motivo non possiamo, oltre che ringraziare del lavoro svolto l’Avv. Eduardo Chiacchio che ha assistito la nostra società in questo procedimento coadiuvato dal legale del Parma Avv. Michele Belli, che accogliere con soddisfazione la decisione della Corte d’Appello Federale, e continuare a pensare al campionato di Serie A ormai alle porte e a una salvezza da conquistare sul campo assieme ai nostri tifosi.

 

Di seguito, anche le dichiarazioni dei componenti del Consiglio di amministrazione del Parma, Pietro Pizzarotti e Giacomo Maltesi, e dell'amministratore delegato Luca Carra.

 

«Per due mesi abbiamo letto, ascoltato e sopportato in silenzio dirigenti di altre squadre che hanno voluto cavalcare per fini personali il fango che veniva gettato su questa società e sul traguardo storico che è stato raggiunto grazie al lavoro, alla correttezza, al sudore e al sacrificio di questi anni. Ora siamo contenti che sia stata fatta giustizia»  ha dichiarato il Consigliere d’Amministrazione Pietro Pizzarotti di ritorno da Roma e dalla Corte d’Appello.

 

«Per due mesi abbiamo dovuto sopportare il fatto di vedere il nome della nostra società accostato ad un’accusa che è completamente estranea al nostro modo di essere, al nostro modo di fare. Ora dopo questa sentenza - ha detto il Consigliere d’Amministrazione Giacomo Malmesi - anche se non sappiamo se il danno d’immagine che abbiamo subito potrà mai essere riparato, siamo però soddisfatti perché sapevamo di trovarci di fronte ad accuse che non ci riguardavano».

 

«In questi mesi abbiamo chiesto ai nostri tifosi di fidarsi di noi, di starci vicini - ha affermato l'ad Luca Carra - Per questo siamo orgogliosi di aver dimostrato che le urla e le polemiche sui giornali altro non rappresentano che il rumore creato da chi, spesso, ha torto e non ha nulla da perdere. E che soprattutto possono andare fieri, come lo siamo noi, di una società che dalle ceneri è rinata, e che in tre anni ha raggiunto un traguardo che mai nessuno prima era riuscito a conquistare. E che soprattutto nessuno potrà mai macchiare».

 






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