DERBY

Catania contro Palermo:
la guerra dei sette anni

Catania contro Palermo: la guerra dei sette anni



Sette lunghi, lunghissimi anni.

Nella metà del ‘700 si svolse quella che Winston Churchill, storico primo ministro inglese, definì la prima vera guerra mondiale ovvero la Guerra dei Sette Anni, nella quale le maggiori potenze europee si contendevano il controllo del vecchio continente. In Sicilia, da sempre terra di conquista e crocevia di alcune fra le più grandi civiltà della storia, per sette anni la sua guerra per l’egemonia si è fermata.

 

21 Aprile 2013. Si gioca a Catania, stadio “Massimino”, i padroni di casa combattono per un posto in Europa mentre il Palermo, storica rivale di sempre per la supremazia calcistica della Sicilia, prova a risalire dalle sabbie mobili della zona retrocessione. Nessun vincitore, nessun vinto: a Barrientos risponde Ilicic in pieno recupero, 1-1.

 

Ce la rigiocheremo l’anno prossimo, dopotutto la tanto bella quanto dannata Sicilia è sempre stata abituata ad avere centro padroni ma al contempo essere senza padrone. La Trinacria, invece, la sua “guerra” per il dominio calcistico inizierà a combatterla proprio a partire da quel 21 aprile perché il Derby di Sicilia, da quel momento, non si giocherà più per sette anni e il calcio siciliano, nel frattempo, finirà nel baratro.

 

Per un tifoso non esiste combattimento maggiore dell’attesa. Il clima che si accende a partire dal sorteggio dei calendari con l’ansia di sapere quando sarà la tanto attesa partita contro i rivali di sempre, il gusto del sano sfottò pre-gara, la carica adrenalinica della partita più importante dell’anno. La vera guerra dei sette anni dei siciliani non è più la partita in sé o l’egemonia dell’isola ma la guerra interiore contro l’astinenza da derby.

 

L’attesa finisce il 9 novembre 2020. Il palcoscenico non sarà lo stesso ma il derby è tornato e la guerra riprende esattamente da dove era stata lasciata. Nessun vincitore, nessun vinto: a Kanoute risponde Pecorino nel finale, 1-1. Quella partita, tuttavia, è stata soltanto l’ennesima meta-guerra di un conflitto ancora più grande. Il Palermo scende in campo con soli undici giocatori come Sparta contro i persiani nella battaglia delle Termopili, e per poco la storia non si riconferma con la vittoria, da veri guerrieri, degli spartani. Una guerra nella guerra, contro tutto, contro tutti.

 

Non sarà di certo un caso se nel mondo del calcio una delle metafore più utilizzate è proprio quella della guerra, la dea Eupalla difatti si nutre dell’istinto primordiale della competizione e dell’egemonia di una squadra sull’altra. In sette anni la Sicilia è passata da temibile realtà della massima serie a nobile decaduta, perdendo non soltanto il proprio ruolo nel pantheon del calcio ai massimi livelli ma anche la “sua” partita.

 

Il derby di Sicilia fra Catania e Palermo è la sublimazione di una storia che per sette anni si è fermata, dove la guerra contro i propri rivali è diventata la guerra interiore contro l’attesa di rivedersi di nuovo lì, sul campo verde di combattimento dove l’unica arma a disposizione è il pallone. Perché Palermo ha bisogno di Catania come Catania ha bisogno di Palermo.

Perché il calcio ha bisogno del Derby di Sicilia.






3 commenti

  1. Etnico 48 giorni fa

    Vedrete che come il Tribunale catanese ha salvato Catania e matricola dal fallimento (altro che i debiti del vecchio Palermo!), vari concordati ridurranno (sostanzialmente o solo formalmente) i debiti accumulati da risarcire ... A Catania alcune cose sono optionals ...

  2. Rosaneropersempre 49 giorni fa

    Chissà se Joe Tacopina adesso dirà che non sa nulla del Palermo. Forse da oggi dirà che è quella squadra cha il 3 marzo 2021 ha asfaltato il Massimino. Se lo ricorderà tra un debito e un altro da onorare e una rata del mutuo di TdG. Si attendono anche i commenti di Spinesi, Baiocco, Biagianti, Mascara, tutti accomunati dal complesso di inferiorità che attanaglia la piana di Catania. Anche Pandolfini non avrà dormito ieri notte....

  3. Chi non salta è zamparini 49 giorni fa

    Credo che oggi con questa vittoria sono cadute finalmente le colonne d’Ercole. Adesso l’FC PALERMO si proietterà senza ulteriore indugio in un futuro zamparinifree sempre più radioso e foriero di successi con altre più blasonate squadre.

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