DA CATANIA

«Rivali allo stadio. Siamo tutti
figli della stessa Terra»

«Rivali allo stadio. Siamo tutti figli della stessa Terra»



 

“Mercoledì, in occasione della partita Catania - Siracusa, la Nord osserverà dieci minuti di silenzio in memoria della vittime di Casteldaccia e degli altri morti in occasione dell’alluvione di sabato 3 novembre”, aveva annunciato Fabio Solarino, tifoso e curatore di “Tutto il Catania minuto per minuto”.

Poi lo striscione che ha emozionato il web: “Piangiamo i nostri morti. Sentiamo lo stesso dolore. Noi siamo la Sicilia, Palermo rialzati”.

 

Un messaggio forte, di cordoglio, lanciato dallo stadio "Massimino" di Catania, un luogo in cui solitamente la rivalità anima gli spalti e divide, e che al contrario ha voluto far sentire la vicinanza della città etnea ai fratelli palermitani per una perdita che non dà pace, e che in queste ore ha messo in moto la macchina della solidarietà, per aiutare i sopravvissuti.

 

Una ferita profonda, che ha scosso tutta l’Isola e che non smette di far riflettere sulla gravità della situazione in cui versa la Sicilia.

Abusivismo, incuria, cambiamenti climatici, burocrazia elefantiaca, dissesto idrogeologico e incapacità di attuare celermente nuove strategie di pianificazione, sono solo alcuni dei problemi con cui dobbiamo fare i conti quotidianamente, insieme ad un vizio di fondo del nostro modo di agire: “poi si vede”.

Una frase che condensa un atteggiamento malato, in cui l’unica regola è cercare di aggirare l’ostacolo normativo, o ignorarlo del tutto, per raggiungere i propri scopi.

 

“Non stà a noi fare i processi, ma ricordare i morti è un dovere, perché nessuno dimentichi quanto accaduto - scrive Solarino -. Rivali allo stadio, siamo tutti figli della stessa Terra, la nostra martoriata Sicilia”.

Al di là di ogni divisione, oltre ogni rivalità, ieri sera a Catania ha prevalso la grande umanità, che da secoli contraddisingue i siciliani, come dimostra anche l’altro striscione esposto dalla Curva Sud: "Essere umani alla base dei nostri ideali. Vicini alle vittime siciliane".

 

Carmelinda Comandatore 

 






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