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Cassa integrazione e assistenza
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Il presidente della Regione Nello Musumeci e l'assessore al Lavoro Antonaio Scavone in conferenza stampa da Palazzo Orleans parlano del delicato tema della Cassa Integrazione e del bonus di 100 milioni previsto dalla Regione per le famiglie in difficoltà.

 

10 euro per ogni pratica sulla Cassa integrazione. Mentre migliaia di famiglie danno fondo ai risparmi per mettere la pentola sul fuoco.
Non poteva che tramutarsi in un polverone mediatico e non solo l’accordo raggiunto con i sindacati per un bonus fuori da ogni logica di buon senso.
Il dirigente generale del Lavoro Giovanni Vindigni ha rassegnato le proprie dimissioni, incassate dal presidente della Regione Nello Musumeci.
Il ministro della Funzione Pubblica, Fabiana Dadone, ha annunciato un’ispezione alla Regione Siciliana, diversi partiti hanno presentatato interrogazioni parlamentari in Camera e Senato.

 

Adesso, il ripensamento: i sindacati, comprese alcune sigle che avevano firmato la bozza di intesa che prevedeva il bonus da 10 a 8 euro a pratica, hanno chiesto di ritirare l'accordo avviare un nuovo confronto con l'amministrazione, per dare comunque incentivi ai dipendenti impegnati a smaltire le pratiche, ma previsti dal contratto e all'interno del salario accessorio.  

"Un incentivo a cottimo è inaccettabile", dicono Alfio Mannino e Claudio Barone, segretari regionali di Cgil e Cisl.

Su 30 mila domande di aziende (che riguardano 150 mila lavoratori) la Sicilia fino a ieri aveva inviato all'Inps 5 mila pratiche in due settimane di lavoro. Poco più del 16% delle domande.


Anche il Cobas-Codir concorda nel ritirare l'intesa e ripartite dall'inizio: "Chiediamo che l'Amministrazione regionale prosegua subito le trattative per il completamento dell'accordo alla luce degli strumenti contrattuali vigenti che, sia chiaro, non hanno mai previsto nessun nuovo costo per la Regione e consentirebbero la velocizzazione delle procedure”.

 

E anche i dipendenti regionali protestano: "E' grave che si sparga veleno su chi sta dando l'anima per cercare di completare queste procedure farraginose - dice il dirigente del Centro per l'impiego di Messina Gaetano Sciacca - I dipendenti hanno lavorato giorno e notte, senza badare alle domeniche, alle feste del 25 aprile e primo maggio, ben sapendo della grossa difficoltà che famiglie e lavoratori vivono. Dire che hanno bloccato volutamente il servizio perché volevano 10 euro a pratica è cattiveria. Vergogna, non si può spargere veleno in questo modo". E rivolgendosi ai politici aggiunge: "Sono state dette baggianate da rappresentanti istituzionali che non conoscendo neanche le procedure si permettono di dire bugie che sfociano in odio sociale".






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